Elisabetta Lauro / Gennaro Lauro

Zugzwang (2022) – in progress

di e con Elisabetta Lauro e Gennaro Andrea Lauro
musica Amedeo Monda
luci Tea Primiterra
produzione Sosta Palmizi, Compagnie Meta (Francia), Cuenca/Lauro (Germania)
di e con Elisabetta Lauro e Gennaro Andrea Lauro
musica Amedeo Monda
luci Tea Primiterra
produzione Sosta Palmizi, Compagnie Meta (Francia), Cuenca/Lauro (Germania)
il progetto è stato realizzato con il contributo di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche | azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino
in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura, Teatro Akropolis, Comune di San Vito dei Normanni e TEX – Il Teatro dell’ExFadda

“Chi tenta di interpretare il mondo come un enigma è mosso da un istinto serio, ferreo, profondo, violento, quasi per il presentimento che in fondo alle cose vi sia un filo conduttore, scoperto il quale sia possibile tracciare il disegno per uscire dal labirinto della vita; e insieme da un istinto giocoso, lieve, avido di imprevisto, dall’ebbrezza di chi toglie con meditata lentezza i veli dell’ignoto”
Giorgio Colli – Filosofia dell’espressione

Nel gioco degli scacchi lo Zugzwang indica il momento in cui si è obbligati a fare una mossa, nonostante ci si senta impossibilitati a farlo, poiché si sa che, muovendo, qualcosa andrà sicuramente perduto, se non addirittura tutto.

E allora cosa muovere, e soprattutto come muovere?
Fino a che punto il movimento è uno slancio vitale e quando diventa una fuga o uno stallo?

Due individui, fratello e sorella, si ritrovano come pedine all’interno di una scacchiera, un labirinto di figure in cui sono racchiuse tutte le loro possibilità di movimento e di relazione. Ad ogni figura corrisponde un mondo, un enigma da attraversare e decifrare. Tra deviazioni, incastri e impasses i due provano a disinnescare il gioco, piegandone le regole e chiedendosi quanta libertà sia concessa in un ordine prestabilito.

Ricerca creativa

Nel nostro progetto di creazione siamo interessati simbolicamente, ma non solo, all’immagine della scacchiera come rappresentazione di una sintassi conchiusa di possibilità. Il giocatore comprende per la prima volta di non esser lui a condurre il gioco ma di farne parte.
Trasposta in altri ambiti della vita, la sintassi della scacchiera ci ricorda una certa logica costrittiva che definisce la nostra identità, la nostra presenza nel mondo, il disegno gerarchico di relazioni in cui siamo cresciuti e quindi le nostre presunte possibilità

Il dilemma per noi è quindi se, come il giocatore, dobbiamo continuare a muoverci seguendo le regole o invece abbandonarle, o ancora – terza possibilità – accogliere l’impasse come una sfida e cercare un modo nuovo di muoversi, un modo che ci aiuti ad andare oltre.

Partendo da tali riflessioni, intendiamo affrontare, attraverso il linguaggio del movimento, un percorso di costruzione e decostruzione di schemi e codici dati, rimettendo in gioco regole e ruoli, nella convinzione che, se mai è possibile scardinare la grammatica delle combinazioni, se mai è possibile disinnescare l’impianto della scacchiera, ciò possa avvenire solo dall’interno, e non per semplice fuga.

Saprà, quindi, l’incrinatura farsi spiraglio?

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luci Tea Primiterra
produzione Sosta Palmizi, Compagnie Meta (Francia), Cuenca/Lauro (Germania)
il progetto è stato realizzato con il contributo di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche | azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D’autore coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino
in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura, Teatro Akropolis, Comune di San Vito dei Normanni e TEX – Il Teatro dell’ExFadda

 

 

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