Sofia Nappi

IMA (2022)

coreografia Sofia Nappi
danzatori Lara di Nallo, Valentin Durand, Evelien Jansen, Paolo Piancastelli, Gonçalo Reis
assistente alla coreografia Adriano Popolo Rubbio
luci Alessandro Caso
costume designer Luigi Formicola; i costumi sono stati realizzati da Silvia Salvaggio e Elisa Varvarito, grazie alla collaborazione con Manifatture Digitali Cinema Prato di Fondazione Sistema Toscana
produzione Sosta Palmizi, Komoco/Sofia Nappi
coproduzione La Biennale di Venezia, COLOURS –  International Dance Festival, Centro Coreográfico Canal
sostegno residenziale Orsolina 28, Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro), Opus Ballet Firenze, Istituto Italiano di Cultura di Madrid
Tour management ecotopia dance productions

Selezionato per Bando Abitante/ Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e Fondazione CR Firenze
Si ringrazia PARC Performance Arts Research Centre di Firenze

L’universo è movimento fine a sé stesso, piacere di creare, vitalità che continuamente si rinnova: tutto è danza.
È implicito, in questa prospettiva, un messaggio: tu non sei solo; per quanto precario, isolato, o disperato ti possa sentire, tu partecipi a un’unica, immensa danza; […]. 
Se vuoi diventare cosciente di questa unione e percepire la realtà nella sua essenza più profonda, danza.
Esperienze delle Vette di Piero Ferrucci

Il nome Ima è un termine giapponese che indica “il momento presente”; in aramaico ed ebraico Ima ha anche il significato di “madre”, nella sua accezione di rinascita e rinnovamento.

Il quintetto IMA è stato immaginato durante il periodo di distanziamento sociale: ci siamo ritrovati soli nella nostra vera casa – il corpo – dove la principale dimensione temporale tangibile è il presente, dove il nostro esistere diventa più sensibile alle piccole cose. In questo spazio, il bisogno di rapportarsi con l’altro da noi, in assenza di contatto fisico, porta a raggiungere un profondo senso di connessione sensibile e nostalgia di co-creazione. Essere soli con il proprio corpo permette di percepire chiaramente che tutto, dentro e intorno, non si è fermato, ma è in continuo divenire in una danza che è interconnessione universale.

*
Una prima breve versione dell’opera IMA (20 minuti) è stata presentata al 14° Festival di Danza contemporanea della Biennale di Venezia il giorno 22 ottobre 2020, sotto commissione della direttrice Marie Chouinard.

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coreografia Sofia Nappi
danzatori Lara di Nallo, Valentin Durand, Evelien Jansen, Paolo Piancastelli, Gonçalo Reis
assistente alla coreografia Adriano Popolo Rubbio
luci Alessandro Caso
costume designer Luigi Formicola; i costumi sono stati realizzati da Silvia Salvaggio e Elisa Varvarito, grazie alla collaborazione con Manifatture Digitali Cinema Prato di Fondazione Sistema Toscana
produzione Sosta Palmizi, Komoco/Sofia Nappi
coproduzione La Biennale di Venezia, COLOURS –  International Dance Festival, Centro Coreográfico Canal
sostegno residenziale Orsolina 28, Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro), Opus Ballet Firenze, Istituto Italiano di Cultura di Madrid
Tour management ecotopia dance productions

Selezionato per Bando Abitante/ Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e Fondazione CR Firenze
Si ringrazia PARC Performance Arts Research Centre di Firenze

Press

> Komoco, primo incontro – Armunia Blog, Rita Frongia – 01.06.22.

> Realizzati a MDC Prato i costumi della performance di danza IMA – 19.07.22

“IMA” un elisir di vita con la coreografia e direzione Sofia Nappi – Tarántula – Revista Cultural, Luis Muñoz Díez, 06.10.22

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