Sofia Nappi

Ima (2020)

IMA ph Arianna e Austin Hann

direzione artistica e coreografia Sofia Nappi
danzatori compagnia Komoco Michele Scappa, Lara Di Nallo, Sofia Nappi, Theo Arran, Paolo Piancastelli
costumi Sofia Nappi
disegno luci Emiliano Minoccheri
coproduzione La Biennale di Venezia, Associazione Sosta Palmizi
residenza artistica Orsolina 28, Moncalvo (TO)

L’universo è movimento fine a sé stesso, piacere di creare, vitalità che continuamente si rinnova: tutto è danza.
È implicito, in questa prospettiva, un messaggio: tu non sei solo; per quanto precario, isolato, o disperato ti possa sentire, tu partecipi a un’unica, immensa danza; […]. 
Se vuoi diventare cosciente di questa unione e percepire la realtà nella sua essenza più profonda, danza.
Esperienze delle Vette di Piero Ferrucci

Il nome “Ima” è un termine giapponese che indica “il momento presente”; in aramaico ed ebraico “Ima” sta anche per “madre”, in riferimento a rinascita e rinnovamento. “IMA” è stata immaginata durante il periodo di distanziamento sociale dovuto all’emergenza da COVID-19.
Siamo stati lasciati soli nella nostra vera casa – il nostro corpo – dove esiste solo la dimensione temporale del presente, dove il nostro esistere diventa più sensibile alle piccole cose, dove il bisogno di rapporto con l’altro, in assenza di contatto fisico, ci porta a raggiungere un profondo senso d’interconnessione e nostalgia di co-creazione. Essere soli con il nostro corpo ci fa percepire chiaramente che tutto, dentro e intorno a noi, non si è fermato, ma è in continuo divenire in una danza che è interconnessione di tutte le cose.

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direzione artistica e coreografia Sofia Nappi
danzatori compagnia Komoco
Michele Scappa, Lara Di Nallo, Sofia Nappi, Theo Arran, Paolo Piancastelli
costumi Sofia Nappi
disegno luci Emiliano Minoccheri
coproduzione La Biennale di Venezia, Associazione Sosta Palmizi
residenza artistica Orsolina 28, Moncalvo (TO)

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