Massimo Bonechi, Riccardo Goretti, Giorgio Rossi

Gli ultimi giorni di Pompeo
di Andrea Pazienza (2021)

di e con Massimo Bonechi, Riccardo Goretti, Giorgio Rossi
da un’idea di
Riccardo Goretti
con l’amichevole consulenza di Marina Comandini in Pazienza
con la partecipazione speciale di Lucia Poli e David Riondino
sound e light design Giacomo Agnifili
costumi Chiara Lanzillotta
assistente alla regia Tommaso Carovani
consulenza grafica Stefano Roiz

direttore di scena e macchinista da definire
elettricista e fonico Giacomo Agnifili
coordinamento tecnico dell’allestimento Marco Serafino Cecchi
assistente all’allestimento Giulia Giardi
cura della produzione Francesca Bettalli e Camilla Borraccino
ufficio stampa Cristina Roncucci

foto e riprese video Stefano Roiz
produzione Teatro Metastasio di Prato/ Ass. Sosta Palmizi
in collaborazione con STA – Spazio Teatrale Allincontro

“Vuoi mettere RISORGERE, risorgere, risorgere…”

A.PAZ.

Trentacinque anni fa, usciva “in edicola e libreria, per lire 12000” un libro destinato a entrare immediatamente nella leggenda, di quelli che, trentacinque anni dopo, qualche recensore da blog avrebbe certamente chiamato “instant classic”, un libro scomodo, feroce, commovente, sincero fino alla brutalità.
Trentacinque anni dopo sarebbe stato chiamato “graphic novel”, ma allora era solo un libro.
Il titolo: “Pompeo” (o “Gli ultimi giorni di Pompeo”, se si vuol stare ai vari riquadri che compaiono nel fumetto originale).
L’autore, un ancora giovanissimo Andrea Pazienza.

Trentacinque anni fa io che scrivo avevo cinque anni, e non potevo entrare in contatto col mondo di Paz, soprattutto non cominciando da questa storia di droga e disperazione (e altissima poesia, intendiamoci subito). L’ho fatto qualche tempo dopo, e da lì in poi nulla è stato più lo stesso: ebbene sì, Andrea Pazienza, e questa opera in particolare di Andrea Pazienza, è un game changer. Prima di conoscerlo sei una persona, dopo che l’hai conosciuto, un’altra.

Non si cambia radicalmente, ma si cambia, sì, si cambia, a leggere Andrea Pazienza.

Nel mio umorismo, ma più in generale nel mio percorso artistico, dal che col tempo sono diventato uno scrittore e narrastorie, mi piace pensare che ci sia tanto dell’immaginario di Paz.
E dunque è arrivato il tempo di restituirgliene pubblicamente merito.

Note di regia
Qualche anno fa, a un laboratorio di drammaturgia, mi venne l’idea di portare, come testo da analizzare, proprio questo “Pompeo”. Chiaramente, utilizzare solo il testo di una storia a fumetti, senza le tavole annesse, è un’operazione che nel 99% dei casi si rivela di interesse piccolo, o nullo. Ma, lo scoprii insieme ai ragazzi quel giorno, anche se lo sospettavo molto, NON in QUESTO caso. La storia (autobiografica? Fino a che punto? Se ne discute spesso. Ma ci interessa davvero?) degli ultimi giorni di un eroinomane convinto di togliersi la vita, se narrata senza l’ausilio degli stupendi disegni di Pazienza, non perde un grammo della sua epicità, della sua profondità, del suo dramma – nel senso più etimologico che si possa immaginare.
Certo, diventa una cosa leggermente differente, e va saputa trattare coi guanti.
Da qui l’idea di questa messa in scena, tanto ponderata, tanti anni dopo la prima volta che ho sfogliato quelle pagine. Il desiderio di una cura particolare mi aveva sempre fatto rimandare questo momento.

Ma i miei collaboratori di questo giro sono delle sicurezze:
Massimo Bonechi, regista e attore con cui ho già affrontato svariate avventure progettuali, è intanto un grande appassionato di fumetti. Ma più che altro è un artista della cura. Meticoloso, attento, sensibile in ogni gesto.
Giorgio Rossi è un danzatore e coreografo che non ha nessun bisogno ch’io lo presenti da queste poche righe. Ma a questo si deve aggiungere – e forse non tutti lo sanno – che era un grande amico di Andrea. E per questo anche lui è una garanzia di attenzione a ciò che andremo a fare.
Infine, se ce ne fosse ancora bisogno, ci confronteremo costantemente con Marina Comandini, moglie di Andrea Pazienza e da trent’anni scrupolosa curatrice della sua legacy, artista a sua volta, straordinaria disegnatrice.

Dunque voglio e vogliamo credere che dopo trentacinque anni questa opera straziante e meravigliosa vada a cadere, nella sua restituzione scenica, nelle migliori mani possibili, ora che ci siamo permessi di passare dal pensiero all’azione.
Per me è un privilegio già solo scrivere questa breve presentazione, e ciò mi rende convinto che uno spettacolo su “Pompeo” – rispettoso del testo fino alla sillaba, trasudante amore per l’opera originale in ogni faro acceso e gesto scenico – sia in questo momento la cosa giusta da fare.

Riccardo Goretti

“…ma la vecchiezza è una Roma
senza burle e senza ciance
che non prove esige dall’attore
ma una completa, autentica rovina.”
B.Pasternak

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di e con Massimo Bonechi, Riccardo Goretti, Giorgio Rossi
da un’idea di
Riccardo Goretti
con l’amichevole consulenza di Marina Comandini in Pazienza
con la partecipazione speciale di Lucia Poli e David Riondino
sound e light design Giacomo Agnifili
costumi Chiara Lanzillotta
assistente alla regia Tommaso Carovani
consulenza grafica Stefano Roiz

direttore di scena e macchinista da definire
elettricista e fonico Giacomo Agnifili
coordinamento tecnico dell’allestimento Marco Serafino Cecchi
assistente all’allestimento Giulia Giardi
cura della produzione Francesca Bettalli e Camilla Borraccino
ufficio stampa Cristina Roncucci

foto e riprese video Stefano Roiz
produzione Teatro Metastasio di Prato/ Ass. Sosta Palmizi
in collaborazione con STA – Spazio Teatrale Allincontro

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