Famiglia Fuché

FamigliaFuché è un collettivo di ricerca sul movimento, formato da dieci artisti, all’indomani del loro incontro durante il corso “Scritture per la Danza Contemporanea” diretto da Raffaella Giordano nel biennio 2009-2010 presso il Teatro Stabile di Torino e L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino. Spinti dal desiderio di esplorare ulteriormente il bagaglio di conoscenze ricevuto durante il periodo di formazione, abbiamo dato vita ad un gruppo di ricerca, le cui anomalie sono alla base dell’originalità della propria identità e proposta artistica.

Fin da principio, abbiamo scelto un’organizzazione di tipo orizzontale nella gestione del gruppo come negli aspetti più strettamente artistici; fuori e dentro la scena abbiamo puntato a rinforzare gli aspetti che potessero permettere il dispiegamento di una collettività basata sull’accoglienza, l’elasticità e il sostegno dell’azione individuale. Inseguiamo una modalità di creazione “pluriautoriale”, rinunciando a soluzioni dettate da una logica di direzione esterna o di scelta estetica. Concretamente la nostra ricerca si è basata sull’osservazione e lo studio di una rete di ascolto, o rizoma1 , capace di sostenere e mettere in relazione le presenze in atto, chiamando ogni artista all’iniziativa individuale, a mettere in gioco temi, forme, materiali personali. Seguendo un’ottica che privilegi l’aspetto di accadimento reale più che di rappresentazione, ci siamo interrogati sulla natura dell’atto performativo, sui suoi fondamenti, giungendo all’esigenza di intervenire sulla scrittura scenica nella possibilità di muoverne e definirne margini ed elementi durante l’esposizione, in uno spazio-tempo condiviso con lo spettatore.

Ad oggi l’ attività di Famigliafuchè si orienta in diverse direzioni:

periodi di residenza al termine dei quali viene aperto il lavoro allo sguardo del pubblico attraverso un evento performativo dal titolo Quaderni;

momenti di studio aperti a chi lo desidera attraverso un workshop in cui vengono condivisi alcuni dei principi guida della ricerca;

residenze di lavoro esclusivamente dedicate ad affinare la ricerca nell’ottica di arrivare alla creazione di un lavoro più complesso e definito che possa nutrirsi delle strategie e delle modalità di creazione esperite.

G. DELEUZE, F.GUATTARI Millepiani, Capitalismo e schizofrenia ed. Castelvecchi.
La metafora del rizoma è stata adottata dai due filosofi francesi per caratterizzare un tipo di ricerca che procede per multipli, senza punti di entrata o uscita ben definiti e senza gerarchie interne; questa è anche la prospettiva di scrittura e di interpretazione proposta in Millepiani, ovvero la seconda parte dell’Antiedipo, dedicato alla ricostruzione dei nessi profondi fra capitalismo e schizofrenia. In questa opera, Deleuze-Guattari contrappongono la concezione rizomatica del pensiero a una concezione arborescente, tipica della filosofia tradizionale, la quale procede gerarchicamente e linearmente, seguendo rigide categorie binarie ovvero dualistiche; il pensiero rizomatico, invece, è in grado di stabilire connessioni produttive in qualsiasi direzione.

Produzioni

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