Daria Menichetti

IKI (2019)
di e con Daria Menichetti e Francesco Manenti 
disegno luci Vincent Longuemare
coproduzione DanceMe (Perypezye Urbane) e Associazione Sosta Palmizi 2019
con il contributo di MiBAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali Direzione generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana Sistema Regionale dello Spettacolo
con il sostegno di C.U.R.A. Centro Umbro Residenze Artistiche e il supporto di Corsia Of
si ringraziano Carolina Balucani per la partecipazione al processo creativo e Cajka Teatro d’Avanguardia Popolare (Modena) per aver ospitato il progetto ai Teatri del Cimone 2018

IKI è il tentativo di immergersi nella dimensione fisica e spirituale della morte, è la danza di due anime che abbandonano la propria esistenza fisica terrena per accedere ad un’altra dimensione, ad un altro stato di presenza.
Intenso e delicato lo spettacolo rispecchia una particolare concezione coreografica, vicina alle esperienze ed ai principi della danza butoh (la danza delle tenebre della tradizione giapponese) e ispirata ai temi dell’ascesi mistica e religiosa.
IKI è la terza parte della Trilogia sull’Anima della coreografa e danzatrice Daria Menichetti, preceduta da due assoli, Animula, che la vede in scena, e Meru, con Francesco Manenti.

“È una mattina d’estate o una nevosa, calda sera invernale e voi siete morti. Una luce grigia, immutabile appare ai vostri nuovi occhi in un paesaggio deserto dove ogni buio è possibile. Appena un attimo è passato da quando sperma e ovulo si sono incontrati per l’ultima volta nel cuore. Poi con un brivido, un breve sussulto, la vostra mente si è liberata dal peso del corpo.”
tratto da Torbide Luci, radiosi sentieri di Ugo Leonzio

Dichiarazione autori:

Con IKI vogliamo mettere in danza la nostra dimensione meno corporea.
In particolare i tre giorni successivi alla morte quando ancora il corpo della persona è presente nella vita, ma la “persona” apparentemente non c’è più.
In scena, due coniugi defunti, che attraversano insieme il confine tra la vita e la morte.  Dove va a finire o dove si dirige quello spirito di vita che ci anima nella nostra esistenza terrena? In molte culture, in particolare nella religione Buddista, si crede che l’anima dopo la morte debba abbandonare il corpo per accedere ad un’altra dimensione, che può essere quella di altre reincarnazioni, se ancora lo sviluppo personale non è portato a termine nelle varie esistenze terrene, oppure in una dimensione di pace assoluta non seguita da una successiva reincarnazione terrena se si è completato il proprio processo di evoluzione interiore attraverso le varie esistenze umane.
In questo contesto culturale il libro Tibetano dei Morti, è un testo che aiuta l’anima del defunto ad abbandonare il corpo, per liberarsi e trovare la propria strada di evoluzione.
IKI è la danza di due anime che abbandonano la propria esistenza fisica terrena per accedere forse, ad un’altra dimensione, ad un altro stato di presenza.

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MERU(2018)

di Daria Menichetti
con Francesco Manenti
luci Vincent Longuemare
musiche Michele Zanni
coproduzione Associazione Sosta Palmizi e DanceMe (Perypezye Urbane)
con il contributo di MiBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo/Direzione generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo
selezionato da Visionari Kilowatt 2018 e selezionato alla Vetrina della giovane danza d’autore – Azione del Network Anticorpi XL coordinata dall’Associazione Cantieri
si ringraziano Cajka Teatro d’Avanguardia Popolare di Modena, Verastasi (Tuscania) e CapoTrave/Kilowatt (Sansepolcro) per aver ospitato il progetto coreografico, Danio Manfredini per il suo sguardo prezioso.

“Ho avuto la fortuna, qualche tempo fa, di lavorare tra le alpi ticinesi in un alpeggio, prendendomi cura di un gregge di capre. In quel tempo mi sono confrontato quotidianamente, giorno e notte, con la montagna, gli animali, la natura, la fatica, la frustrazione e la gioia, la paura, la solitudine e tanto altro ancora. La montagna, la natura in generale, costringe l’uomo a confrontarsi con se stesso. Davanti alla montagna e al suo mondo mi pongo davanti a me.
Ogni passo, ogni appiglio raccontano di me attraverso la montagna. Per questo la montagna conserva e mantiene un fascino eterno in tutte le culture, perché ogni volta che ci si incammina tra le sue rughe si inizia, in realtà, un cammino dentro di sé, dentro l’umano”.                                          
(Francesco Manenti)

SINOSSI

“MERU” è la seconda parte di una TRILOGIA SULL’ANIMA iniziata con “Animula” (Produzione Sosta Palmizi 2016). Il monte MERU nel pensiero hinduista, buddhista e jainista, è un monte mitico e sacro, vero e proprio axis mundi che sorregge microcosmo e macrocosmo. In “MERU”, la vetta da scalare è vista come percorso di ascesi, “dal regno della materia alla cima dello spirito”. L’uomo, in continua metamorfosi, attraverso i suoi movimenti entra in risonanza con la montagna, con il suo stare monolitico e con il fluire nascosto di acque, animali e vegetazione, ma anche con la sua anima più selvatica e misteriosa. Partendo dall’esperienza intima che l’interprete ha avuto con la montagna, MERU, cerca la natura di un gesto puro, segue una narrazione onirica come a compiere una meditazione sul fluire mutevole dei paesaggi e delle sensazioni.

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 ANIMULA (2016)

di e con Daria Menichetti
disegno luci Luca Poncetta
esecuzione sonora Francesco Manenti
hanno preso parte alla ricerca e si ringraziano:
come tecnico del suono/luci Silvia Laureti
come sguardo esterno e consulenza artistica Francesca De Isabella, Raffaele Tori e Francesco Manenti
produzione Associazione Sosta Palmizi
con il sostegno di Aldes (Lucca), Centro per le Arti la Cultura e la Ricerca MACAO (Milano) e Cajka Teatro d’avanguardia popolare (Modena)
selezione Visionari Kilowatt Festival 2017

 Si ringrazia il centro per le Arti la Cultura e la Ricerca MACAO, viale Molise 68 Milano, per l’ospitalità e la disponibilità della sala prove, bene comune e mezzo di produzione ad uso gratuito della cittadinanza.

“Animula vagula, blandula,
Hospes comesque corporis
Quae nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles,dabis iocos…”
P. AELIUS HADRIANUS, IMP.

“Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo,
ora t’appresti a scendere in luoghi
incolori, ardui e spogli,
ove non avrai più gli svaghi consueti…”
Imperatore P. AE. Adriano

Cicatrici bianche su di un pavimento scuro misurano le distanze da percorrere, indicano le direzioni, tracciano un destino già scritto e forse già percorso. Oggetti cavi sono come uteri pronti a crescere nuovi semi, o contenitori predisposti ad accogliere frutti ormai maturi, nel ciclo continuo delle esistenze.
Un ventilatore sempre acceso indica che il tempo si è fermato. Un battito e un respiro regolari rivelano che qualcosa di meccanico ancora è in funzione. Bagliori restituiscono ombre.
Una figura composta e contenuta, ben truccata, filo di perle al collo, come una statuetta di cera, si aggira esposta in questo luogo, quasi fosse sotto osservazione ma contemporaneamente invisibile. Visibile forse solo a chi la vuol vedere. Attraversa e anima questo luogo incolore, arduo e spoglio, quasi a compiere un silenzioso, magico e misterioso rituale.

[Foto di Enrico Maria Bertani]

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Daria Menichetti

DARIA MENICHETTI

Nasce a Perugia nel 1988. Si forma in danza contemporanea (metodo Nikolais) al Dance Gallery di Perugia. Successivamente si perfeziona in Italia e all’estero studiando con maestri quali Carolyn Carlson, Jan Fabre, Raimund Hoghe, Masaki Iwana,Nina Dipla, Simona Bucci, Giorgio Rossi,Abbondanza/Bertoni, Roberto Catello e molti altri. Frequenta il corso biennale Scritture per la danza contemporanea diretto da Raffaella Giordano. Termina la formazione triennale in Danza Sensibile diretta da Claude Coldy. Attualmente frequenta il corso SME di Body Mind Centering diretto in Italia da Gloria Desideri. Lavora in teatro come interprete per registi e compagnie quali: Dejà Donnè, Teatro Kismet, Teatro Valdoca, Ariella Vidach, Strasse, Cinzia Delorenzi, Leonardo Delogu, Eleonora Chiocchini, Giorgio Rossi, Abbondanza Bertoni, Teatropersona, Zaches Teatro, Carolina Balucani, Mario Martone, Raffaella Giordano, Dance Gallery. Tiene laboratori di teatro danza basati sulle pratiche della Danza Sensibile e del Body Mind Centering, destinati alla creazione, al lavoro sulla sorgente della composizione poetica danzata.

 www.dariamenichetti.it

CONTATTI

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www.sostapalmizi.it – produzione@sostapalmizi.it – 0575/630678 – 393/9913550