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VARCO
COMPAGNIA MILO e FRIDA

autori e interpreti Carmelo Scarcella e Frida Vannini


costumi e scene Carmelo Scarcella e Frida Vannini

disegno luci Andrea Margarolo

musiche autori vari


produzione sosta palmizi



Il progetto che intendiamo realizzare pone l’attenzione sul mondo onirico del sogno e sul momento di transizione tra lo stato lucido di veglia e il sonno. Quel momento ignoto che racchiude il passaggio segreto verso una dimensione altra‚ verso una ”piccola morte” dalla quale si rinasce con rinnovata energia.

Dormire vuol dire sognare e sognare vuol dire liberarsi e ritrovarsi.

La condizione umana è incentrata nel senso di esistere‚ trovare un senso logico‚ concreto‚ corrispondente al vero è bisogno primario dell’uomo.

Ma dietro l’apparente tranquillità delle cose c’è il sogno‚ il presagio‚ lo spirito e il surrealismo.

Ciò che troviamo interessante infatti è interpretare il nostro essere come relazionato a nuovi mondi da abitare e a dimensioni molto più vaste della limitata realtà circostante creando visioni inedite‚ assurde‚ quasi a voler frantumare le nostre certezze.

Il potere evocativo dell’ immaginazione nella fase onirica del sogno ci permette di sconvolgere i normali piani spazio–temporali offrendoci la possibilità di esperire il loro alterarsi o annullarsi durante il nostro processo creativo.

Il tempo interpretato in senso non lineare‚ci fa superare la nostra condizione d’impotenza sul passato‚ d’ignoranza sul futuro e ci permette di considerare la sacralità dell’istantaneo presente.

L’indagine sul sogno ci induce a percorrere i labirinti dell’inconscio‚ ne scandaglia il territorio‚ mettendo a nudo paure‚ansie e desideri che emergono come intime rivelazioni in riflessi di un vissuto inesplorato‚ enigmatico e visionario.

Lo stato transitorio del sogno suggestiona la mente‚ suscita sensazioni sospese tra l’apparenza della realtà e il suo profondo‚ e ci porta a riflettere sul divenire comprensibile e l’onirico‚ il mistero‚ l’impenetrabile offrendoci immagini per esplorare noi stessi e interrogare il mondo.



(...) ”La diffusa mania di ricondurre l’ignoto a tutto ciò che è noto‚ calcolabile e classificabile‚ culla i cervelli nel vuoto dell’illusione”

Andrè Breton‚ Manifestes du Surrealisme