PANDA CONTRO PANDA
PIERGIORGIO MILANO
con
Ana Calsina e Piergiorgio Milano
co-Produzione Sosta Palmizi
La Raffinerie Charleroi-danse Bruxelles
Radial System Berlino
Panda contro Panda è un duo‚ un incontro‚ una scoperta‚ una danza‚ una storia d’amore e d’odio‚ una sfida‚ un combattimento.
E’ la prima fase di una ricerca fisica e coreografica‚ i cui elementi di partenza saranno il tango e le arti marziali tra cui in particolare lo stile di Tai Chi Yeng Fen.
I panda sono animali goffi e buffi‚ ma allo stesso tempo pericolosi e abili. Panda contro Panda è un’idea di linguaggio‚ è la voglia di creare una partitura fisica aperta che sarà poi re−interpretata e messa in scena.
Desidero esplorare una danza che sovrapponga tratti convenzionali alla creatività e alle diverse esperienze personali dei due interpreti.
L’idea nella sua prima versione nasce dalla sorpresa che ho avuto praticando due forme di movimento molto diverse e rendendomi conto delle loro numerose ed interessanti caratteristiche comuni. Prima fra tutte la specifica nozione di contatto e di distanza tra i danzatori; la quale porta alla creazione di uno spazio personale in continua mutazione ed adiacente a quello dell’altro. Entrambi‚ il tango e alcune arti marziali‚ si basano sull’idea di seguire‚ lasciarsi condurre e di agire. Si tratta di forme inesauribili in quanto sviluppate sul bisogno l’uno dell’altro e sul principio per cui ogni azione è conseguenza ed inizio di un’altra.
In entrambe le forme‚ le due persone restano in contatto senza che i loro corpi debbano necessariamente esserlo. La rotondità del movimento costringe lo spazio personale di ogni danzatore a trasformarsi continuamente nella sua forma e dimensione senza mai esaurirsi completamente.
I danzatori rispondono reciprocamente delle loro variazioni d’intensità‚ forma e ritmo‚ reagendo ad azioni imprevedibili con decisioni precise e calcolate. In entrambe le forme non rimane spazio per il superfluo e vi è una necessità ritmica affinché entrambe le persone possano muoversi all’interno dello spazio dell’altra senza che l’organicità del movimento venga intaccata.
La ricerca avrà come oggetto principale il corpo. Cercando di trovare le giuste strade per passare dalla fisicità alla psicologia e dal movimento alla teatralità; senza che nient’altro che la danza veicoli la sua propria esplorazione lasciando che sia questo ultima nella sua evoluzione a implicare l’esigenza di una propria specifica drammaturgia.