GNOSIS #1
VINCENZO CARTA
danzatori
da scegliere attraverso audizione
disegno luci Francesco Catacchio
musiche da definire in corso di creazione
“Gnosis is one of the Greek word for knowledge. It is indicates direct spiritual experiential knowledge and intuitive knowledge‚ mystic rather than that from rational or reasoned thinking.”
La fascinazione per i fenomeni ritualistici che negli ultimi anni ha guidato il mio percorso coreografico‚ é dettata dalla necessità di esplorare e andare all’essenza dell’esperienza umana‚ all’interno di una logica che vede il corpo come veicolo primo per la conoscenza delle molteplici dimensioni e realtà che compongono il mondo.
Il corpo filtra piu’ o meno coscientemente e in modo strettamente empirico le esperienze e le percezioni creando una mappatura della realtà che ci permette di comprendere l’esistente‚ sia esso concreto o immateriale.
Il titolo del progetto “gnosis” oltre al significato letterale della parola greca‚ vuol anche fare riferimento alla religione protocristiana che con questo nome veniva identificata e che si fondava sull’idea che ogni individuo è in diretto contatto con dio senza bisogno di intermediari e per questo deve diffidare da forme precostituite per intraprendere attraverso l’esperienza mistica diretta il cammino verso il divino.
L’idea di rituale che applico all’arte performativa non si riferisce al significato letterale della parola e cioè “conforme‚ secondo la regola” ma intendo rituale tutto cio’ che fa muovere il corpo per far volare la mente.
Se credessi in un dio‚ sarebbe un dio che danza.
Nietzsche
Nei precedenti lavori (we−go‚ inbetween) il concetto di rituale era individuato nel processo di creazione e quindi ad una presenza scenica non interpretativa ma che attraverso il fare abitava lo spazio tempo creando una composizione coreografica istantanea ed istintiva avvalendosi di una sensibilità scaturita da uno stato percettivo alterato. Questo importante bagaglio‚ che resta fondamentale nel mio discorso artistico‚ si fonde con l’esigenza di esplorare forme compositive più complesse.
Il vuoto che separa i corpi e l’intensità del gesto definiscono un architettura in costante metamorfosi‚ un universo visionario che gioca con la percezione visiva del pubblico‚ trasmettendo uno stato emozionale attraverso costruzioni spaziali.