Agostino Bontà

  • “15.44” Le telecamere di sicurezza vedono cose bellissime (2016)

    di Agostino Bontà
    autori e interpreti Francesca Antonino, Simone Evangelisti, Elena Giachetti, Elisa Pol, Valerio Sirna
    produzione Agostino Bontà e Associazione Sosta Palmizi
    in collaborazione con La Corte Ospitale – Forever Young
    con il sostegno di Danza Urbana_Rete Habitat, Comune di Budrio (BO), Fienile Fluò (BO), Drama Teatro (MO), Armunia Castiglioncello (LI)

    Sedie in formica. Un tavolo. Una poltrona. Una lampada.
    Pochi elementi delineano un interno. Uno spazio viene costruito e decostruito dalle figure che lo attraversano. Una telecamera-spia puntata su quello che avviene alle 15.44 del pomeriggio. Ipoteticamente. Vecchie pellicole, idoli rock, stratificazione di linguaggi e riferimenti. Cinque figure danno vita a degli interni; in ogni episodio si dispiega l’evocazione di un ambiente. Alla stregua di un set cinematografico, gli interni si disgregano velocemente e rivelano la loro natura effimera.
    Le diverse dimensioni della presenza si sovrappongono e si ribaltano. Le relazioni spaziali stabiliscono ruoli ed equilibri mutevoli tra gli inquilini, dando vita ad un montaggio scenico dove i diversi piani della rappresentazione si incrociano in una dissolvenza continua.
    Le gerarchie tra il “dentro” e il “fuori” si riducono, tecnica e poetica si confondono, e i frammenti drammaturgici si stagliano al di sopra di un furore combinatorio.
    Un gioco sottile avviene sotto gli occhi del pubblico, le intimità sono svelate, la finzione è dichiarata. Possiamo stare tranquilli dunque?
    Un mondo dove tutto è possibile.

    VIDEO PROMO

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  • Piano B(2013/14)
    progetto sistematico di creazione domiciliare

    escogitato da Il Signor Agostino Bontà
    autori e interpreti Francesca Antonino, Valentina Bechi, Simone Evangelisti, Giulia Ferrato, Elena Giachetti, Elisa Pol, Valerio Sirna

    produzione Il Signor Agotino Bontà
    con il sostegno dell’Associazione Sosta Palmizi, Danza Urbana, Fondazione Pontedera Teatro, Associazione Demetra / Centro di Palmetta, CasiNO – Nuovo Cinema Palazzo

    Nella nostra ricerca il tema dell’abitare ha creato un terreno, una base di partenza e un orizzonte comune, a cui richiamare la propria autorialità: alimentare la ricerca personale, osservare e riconoscere il proprio approccio alla creazione e condividerlo con gli altri, scambiarsi suggestioni. Stiamo sviluppando una prassi che permetta di elaborare piccole scritture individuali intese come segni che andranno a comporsi in uno spazio collettivo.

    Nel settembre del 2013 il Signor Agostino Bontà è stato ospite del festival Danza Urbana a Bologna, con Sinfonie per Appartamenti, un progetto creato da Francesca Antonino insieme all’architetto Camilla Casadei Maldini nel 2011, che ha portato la performing art nelle abitazioni private.

    Gli appartamenti che ora ospitano il progetto Piano B sono spazi dati a priori, che non è possibile cambiare visibilmente. Non sono teatri, spazi vuoti che aspettano di essere svuotati o riempiti con una scenografia. Hanno una loro energia delicata, creata dalle vite dei suoi inquilini, che in un qualche modo ne sono anche rappresentati e vi assomigliano.
    Il Signor Agostino Bontà compie passi all’interno di un luogo che ha limiti e possibilità, ascoltando “ciò che già c’è” lì dove si trova a stare, e a sentire come può dialogare con quel “ciò che già c’è”. Una casa infatti è un tipo di spazio unico e personale; le azioni del corpo performante vengono ridisegnate a seconda dei muri e delle pareti, dei punti luce e degli oggetti che ci sono.
    Ecco che il signor Agostino Bontà si trova ad abitare una casa non propria, ad esporla, insieme ai proprietari, allo sguardo del pubblico, aprendo possibilità spaziali ad un punto di vista. Le soglie tra pubblico e privato, performance e quotidianità, spazio scenico e spazio domestico, teatro e vita, si intersecano e si confondono per un momento. Eppure non c’è niente di speciale da mostrare.
    Il pubblico specchia se stesso nello spazio della quotidianità altrui. I padroni di casa hanno la sensazione che qualcuno li stia raccontando; stabiliscono intimamente l’intensità del loro coinvolgimento in questo esperimento di mecenatismo popolare.
    Ma avere a che fare con una casa significa anche attraversare uno spazio condiviso, una rampa di scale, un cortile. Un condominio è una rete sociale fatta di antichi rapporti di vicinato e di traslochi recenti, e può diventare un intorno con cui si stabiliscono delle relazioni. Come entrare, come stare senza disturbare; come si diventa parte temporanea di una comunità con il desiderio di portare in quei territori la propria indagine artistica?
    Si può giocare con i bambini durante le prove, insegnare due passi di danza alle signore, fare una festa l’ultima sera e mandare musiche da bal musette.

    PANORAMA BIBLIOGRAFICO

    Riportiamo di seguito alcuni testi che ci sono stati vicino, che hanno informato, in qualche modo, il nostro lavoro, e che continueranno a farlo: A. Anedda, Residenze invernali // J. Berger, I nostro volti amore mio leggeri come foto; Fotocopie // Byung-Chul Han, La società della stanchezza // A. Ceni, La ricostruzione della casa // A. D’Agostino, Canti di un luogo abbandonato // M. De Angelis, Quell’andarsene nel buoi dei cortili // Y. Friedman Archittetura di sopravvivenza // W. Herzog, Sentieri nel ghiaccio // P. Jedlowski, Il racconto dome dimora // F. La Cecla, Perdersi // A. Loos, Parole nel vuoto // M. Luzi, Dal fondo delle campagne // F. Matteoni, Higgiugiuk la lappone // G. Perec, Specie di spazi // R. Peregalli, I luoghi e la polvere // M. Ravenhill, We need to have a plan B // Tarpino, Geografia della memoria // G. B. Washburn, Pictures of Every-day Life, Genre Painting in Europe, 1500-1900.

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Agostino Bontà

ll collettivo si è formato nel 2012, alla fine del secondo corso Scritture per la danza contemporanea diretto da Raffaella Giordano. Al termine del percorso alcuni di noi hanno scelto di continuare ad approfondire insieme le linee di ricerca emerse durante il biennio, per individuare possibilità concrete di crescita e definizione, scoprendo nuove possibili direzioni di lavoro. Dopo i primi incontri abbiamo riconosciuto la necessità di approfondire il rapporto che lega l’individuo alla collettività, attraverso un processo che rafforzasse le singole individualità presenti nel gruppo e al contempo le ponesse in una rete di ascolto e in una relazione sinergica. La nostra indagine si sofferma sulla creazione di una scrittura collettiva che non si appiattisca all’interno di un’estetica o di uno stile, ma che si origini dalla vicinanza di mondi personali articolati, dalla presenza di differenti approcci alla creazione, in un’ottica di coesistenza, ma anche di corrosione e di corruzione reciproche.

Francesca Antonino

Danzatrice specializzata in arti performative nel Dams di Bologna. Si forma tra Bologna e Parigi con Peter Goss, Wyane Byars, Corinne Lanselle. Approfondisce la sua formazione in Europa studiando con maestri di fama internazionale. Ha partecipato alla formazione Scritture per la danza contempranea sotto la direzione di Raffaella Giordano tra il 2011/12. Si avvicina al teatro lavorando con la compagnia OTE; studia poi con Maria Consagra. Partecipa alle semifinali del premio GD’A Emila Romagna 2010-2011, con il progetto coreografico In cheta Allerta; costruisce ed interpreta Viola non è rossa, spettacolo di teatro ragazzi. Collabora con la compagnia Dancewood. È ideatrice e organizzatrice del festival Sinfonie per Appartamenti, insieme all’architetto Camilla Casadei Maldini.

Valentina Bechi

Il suo studio sul corpo e l’espressione è nato in età adolescenziale con la pratica di pattinaggio artistico a rotelle a livello agonistico per dieci anni e si è approfondito dal 2003 con i primi studi di teatro nella sua città natale Pistoia. Ha poi studiato teatro con Silvia Pasello, Naira Gonzales, Enrique Pardo, Andrea Battistini. Si è formata sul canto con Linda Wise, Mariana Sadovska, Daniela Dolce, Anna Stigsgaard, e nella danza con Julie Anne Stanzack e Cristiana Morganti. Nel 2010 ha partecipato come attrice negli spettacoli teatrali Lisboa (con la regia di Anna Stigsgaard), e Abito (con la regia di Roberto Bacci) prodotti dalla Fondazione Pontedera Teatro, e nel 2012 in Fiaba (diretto da Elisa Cuppini e Savino Paparella) prodotto dal Teatro delle Briciole. Nel 2010 è selezionata e ammessa al biennio Scritture per la Danza contemporanea.

Simone Evangelisti

Si avvicina alla pittura ed alle arti plastiche nei primi studi, successivamente trova nel teatro e nelle arti performative una maggior appartenenza. Nel percorso di studio incontra: Julie Anne Stanzak, Naira gonzalez, Emma Dante, Cesare Ronconi ed altri, poi sono Raffaella Giordano e Silvia Pasello ad accendere luci da inseguire. Lavora in diverse produzioni con i seguenti teatri: Fondazione Pontedera Teatro, Teatro delle Briciole, Armunia Inequilibrio, Santarcangelo dei teatri. Adesso si sperimenta con la fotografia analogica, ama l’instabilità di quando ti perdi nel bosco, se può dorme fino a tardi la mattina e canta a squarcia gola canzoni stupide quando crede che nessuno lo senta.

Giulia Ferrato

Si avvicina alle arti performative nel 1995, passando dal teatro alla danza contemporanea. Nel 2013 è parte di IFA (International Festival Academy), dove sviluppa il lavoro This Place. Nel 2011/12 segue il corso di formazione Scritture per la danza contemporanea. Dal 2003 al 2010, danza con coreografi come Felix Ruckert (Ring), Marka Rizzi e Laura Frigato, Alessia Scala e Fabrizio Varriale (Danza Flux). Segue regolarmente workshop, masterclass e programmi di ricerca con artisti internazionali come Maria Munoz e Pep Ramis, David Zambrano, Kirstie Simpson, German Jauregui, Wim Vandekeybus, Claudia Dias and Idoia Zabaleta. Altri suoi progetti includono: (Still Life) e Da A ad H. Nel 2011 consegue un Dottorato in African Studies presso L’università degli studi di Napoli, L’Orientale con una tesi sulle migrazioni contemporanee in Africa Sub-Sahariana. E’ interessata a sviluppare un percorso di ricerca verso lo sviluppo di un dialogo tra scienze sociali e arti performative.

Elena Giachetti

Nata a Reggio Emilia nel 1983. Si forma con Teri J. Weikel, approfondendo l’approccio al movimento attraverso il Metodo Feldenkrais. Studia con Alessandro Certini, Paolo Mereu, Charlotte Zerbey e Simona Bucci. Incontra poi Giorgio Rossi e Raffaella Giordano frequentando il biennio di formazione Scritture per la danza contemporanea nel 2011/12. Debutta nel 2013 con il lavoro “Amedeo”, ispirato da un dipinto di Amedeo Modigliani. Altri maestri incontrati lungo la strada sono Tapa Sudana, Dominique Dupuy e Caterina Sagna.

Elisa Pol

Inizia la formazione teatrale nel 2003 nel paese di origine a Montebelluna in provincia di Treviso presso l’accademia teatrale Scenica. Nel 2006 nasce un sodalizio artistico con Maurizio Lupinelli e insieme fondano nel dicembre 2007 la compagnia Nerval Teatro. Da allora lavora stabilmente nelle produzioni della compagnia Nerval Teatro. Come attrice è in scena negli spettacoli: Marat, Magnificat Amleto, Appassionatamente e Psicosi delle 4 e 48, Squarci dall’Ignoto, Le Presidentesse diretti da Maurizio Lupinelli. Nel frattempo continua la formazione e la frequentazione di altri artisti: Naira Gonzales, attrice storica dell’Odin Teatret, con la quale tra il 2006 e 2007 affronta il lavoro sulla voce; Luisa Cottifogli cantante e compositrice. Nel 2010 è selezionata e ammessa al corso Scritture per la danza contemporanea diretto da Raffaella Giordano.

Valerio Sirna

Inizia a frequentare le prime scuole di teatro nel 2002. Nel 2007/08 studia presso l’Atelier di mimo corporeo e interpretazione di Michele Monetta. Nel 2011/12 frequenta il biennio di formazione Scritture per la danza contemporanea diretto da Raffaella Giordano. Ha lavorato come attore e come performer con Teatro Valdoca, ricci/forte, Muta Imago, Pontedera Teatro, Massimo Popolizio. Altri maestri che è stato importante incontrare sono Daria Deflorian, Marta Ciappina, Julie Stanzack, Antonio Tagliarini, Riccardo Caporossi, Cinzia Delorenzi e Alvaro Piccardi. Dal 2011 collabora con il collettivo Strasse, con cui ha prodotto Drive_in #4 e, sotto la guida di Leonardo Delogu, King. Sta attualmente frequentando un percorso di formazione triennale in Danza Sensibile, diretto da Calude Coldy, ed è impegnato nella nuova produzione di Giorgio Rossi. Nel frattempo prosegue il percorso di studi umanistici in ambito universitario.

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