Francesco Sgrò

  • Lionel -­‐ a bull in a china shop
    titolo provvisorio
    (2017)

    Progetto di ricerca tra Teresa Noronha Feio e Francesco Sgrò
    Coreografia e Circo contemporaneo
    Sostegno alla ricerca Associazione StandOrt – Workspace Ricerca X
    Co-produzione Associazione Sosta Palmizi/Associazione Fabbrica C
    Sostegno alla creazione Centro Cultural do Cartaxo, Portogallo

    Questa ricerca nasce del desiderio di due artisti, una danzatrice ed un circense, di trovare un linguaggio proprio ed un’estetica comune.

    La traiettoria del progetto -­‐ Negli ultimi anni, sono state diverse le situazioni di incontro tra Teresa e Francesco. Lungo i loro percorsi singoli si è creato un legame, una partnership e una grande fiducia. Hanno insegnato insieme, ballato insieme per il collettivo 320 Chili, organizzato eventi, fatto da sguardo esterno per il lavoro di ognuno, etc. Da questa complicità è nato il desiderio di creare un progetto artistico. Il desiderio di trovare un’estetica e un linguaggio che raccogliesse sia il pensiero concettuale proveniente del background di Teresa che la capacità di Francesco di comunicare con il pubblico, frutto delle esperienze come regista di circo contemporaneo.

    Coreografia —  L’idea è che il corpo sia uno strumento, attraversato e coinvolto da altri elementi: spazio, tempo, oggetti, storie, Storia, memorie, geografie e affetti.

    I primi passi del processo di ricerca sono nati nell’ambito del Workspace -­‐ Ricerca X, un progetto curato da Carlotta Scioldo ed Erika di Crescenzo presso la Lavanderia a Vapore di Collegno. Qui ha avuto inizio il lavoro da cui sono nate varie strutture di gioco e di creazione di costellazioni spaziali e movimenti fisici.
    Come un discorso spaziale e ritmico fra due corpi, un pallone e i limiti dello spazio può diventare una manifestazione macroscopica sociale?

    Il progetto coreografico
    Tre sono le domande che specificano i focus drammaturgici dell’evoluzione di questa ricerca in un processo creativo:

    Drammaturgia Micro -­‐ La Pratica: come la condivisione di una pratica fisica produce comunicazione e pensieri. Che tipi di comunicazione e di pensieri?
    Drammaturgia Media -­‐ La Composizione: trovare strutture compositive che lascino aperti i modi ed il corpo con cui ogni persona le pratica.
    Drammaturgia Macro -­‐ La Tematica: come il rapporto spaziale fra i corpi, un pallone e i limiti dello spazio può diventare una danza emotiva, sociale, visuale?

    Giocare come primo atto creativo. La sperimentazione come materia prima.

    La cultura popolare
    Giocare a pallone è un atto che fa parte di ogni cultura popolare. Qualsiasi persona, adulto o bambino, lo riconosce e ha un legame. Partiamo da questa base per creare una serie di nuove strutture e regole che ci permettono come performer di giocare. Questo progetto coreografico vuole sviluppare diverse strategie che hanno un pallone come oggetto centrale. Il pallone stesso è un performer: condiziona le azioni degli altri soggetti, è l’elemento catalizzatore di tutte le azioni dei corpi.

    Creando Giochi coreografici:
    Il Pallone è un oggetto ludico.
    Il Pallone è un generatore di movimento.
    Il Pallone è un mezzo di comunicazione.
    Il Pallone è un metronomo.
    Il Pallone è un rivelatore dello spazio fisico.
    Il Pallone è un oggetto che rivela lo spazio invisibile.
    Giocare al pallone fa dimenticare il tempo cronologico.
    Giocare al pallone è un metodo per comunicare senza parole.
    Giocare al pallone non è cosi facile.
    Giocare al pallone ci fa diventare bambini.
    Giocare al pallone è uno studio sociale.
    Giocare al pallone è molto di più che calciare una palla.

    Il metodo per affrontare questa ricerca è diventato quello di cercare tanti punti di vista e differenti associazioni:

    -­‐ Associazione tradizionale pallone = gioco
    -­‐ Pallone = mezzo di comunicazione
    -­‐ Pallone = suono = movimento
    -­‐ Pallone = società
    -­‐ Suono del pallone = immaginazione affettiva -­‐ Rumore Vs. poesia

    Il corpo performativo
    Il corpo performativo messo a disposizione per questa ricerca può essere definito: da un lato un corpo come archivio di memorie, affetti, geografie, culture e fantasie evidenziate dalla danza attraverso la pratica di giochi con un pallone; dall’altro un corpo atletico, allenato e surreale che deriva dal mondo circense. La drammaturgia scaturisce dalla composizione di elementi precisi come le varianti del lancio, il rumore forte e crudo, la personificazione della palla nei corpi dei performer, la perdita di controllo come una palla che gira, l’immaginazione dei performer. Tutto ciò diventa un viaggio intenso, emotivo e visuale.

    foto Sgro 2 foto Sgro

  • Just another normal day (2012)

    di Francesco Sgrò
    con Francesco Sgrò‚ Pino Basile
    direzione Francesco Sgrò
    musiche Pino Basile

    collaborazione alla drammaturgia Giorgio Rossi‚ Flavio D’Andrea
    disegno luci Luca Carbone‚ Daniela Bestetti
    costumi Marco Caboni
    foto e video Manuela Giusto

    produzione Collettivo 320chili, Associazione Sosta Palmizi
    e con il sostegno di Flic Scuola di Circo‚ MCF Belfiore danza, Comune di Arezzo

    Con Just another normal day metto in scena il mio mondo interiore‚ dove tutto è verosimile ma mai completamente reale.

    Abito un mondo che è il mio‚ che non necessariamente risponde alle leggi fisiche e comportamentali normali‚ gli oggetti appaiono e scompaiono dalla scena‚ sono manipolati e trasformati‚ assumono una vita propria‚ ma non solo.

    In scena esistiamo in due‚ perché in questo mondo‚ al contrario di quello reale‚ non sono solo‚ un musicista divide lo spazio con me ed il rapporto che si genera è quello fra due artisti che si relazionano in scena scavalcando le proprie arti senza inibizioni.

    Una terza persona lavorerà in scena nell’ombra‚ e sarà il “grande burattinaio” che farà muovere e vivere gli attrezzi scenici creando fisicamente le alterazioni dello spazio e del tempo in questo nuovo “mondo”.

    Non intendo mettere in scena una storia‚ né intendo comunicare un messaggio preciso‚ vorrei stimolare la parte onirica del mio pubblico‚ portarli a costruire una storia che non si basi su degli accadimenti ma su una drammaturgia emotiva e quindi differente per ognuno.

    Francesco Sgrò - Just another normal day Francesco Sgrò - Just another normal day Francesco Sgrò - Just another normal day Francesco Sgrò - Just another normal day Francesco Sgrò - Just another normal day Francesco Sgrò - Just another normal day Francesco Sgrò - Just another normal day Francesco Sgrò - Just another normal day

Francesco Sgrò

Giocoliere‚ danzatore‚ acrobata nasce a Torino nel 1979. A quattordici anni inizia la sua formazione artistica studiando chitarra classica al conservatorio “G. Verdi” di Torino‚ dove consegue il diploma di quinto anno‚ parallelamente entra in contatto con il mondo teatrale tramite la società “C.A.S.T.” di Torino. A vent’anni inizia la sua formazione circense presso la scuola di circo “Flic” dove studia tre anni‚ in seguito intraprende una formazione personale che lo vede partecipare a workshop tra Berlino‚ Londra e Bruxelles. Proprio a Bruxelles conosce Roberto Olivan e il collettivo “Les Slovaks” con cui inizia lo studio della danza. Nel 2006 è cofondatore del collettivo “320chili” con il quale vince nel 2010 il “Premio Equilibrio” per la danza contemporanea. Dal 2007 porta avanti il proprio progetto di ricerca tra circo e danza esibendosi in: Italia‚ Francia‚ Stati Uniti‚ Turchia‚ Inghilterra. Dal 2008 è insegnante della scuola di circo Flic di Torino. Ha collaborato con: Roberto Olivan‚ Roberto Magro‚ Daniele Finzi Pasca‚ Stefan Sing‚ Roberto Tarasco‚ Raymond Peyramure e molti altri.

Pino Basile

Nasce a Zurigo nel 1969. Diplomato a Matera in Strumenti a Percussione‚ conta esperienze musicali di vario tipo in campo jazz‚ classico e contemporaneo‚ teatro musica‚ teatro danza‚ circo contemporaneo. Da qualche anno è impegnato come concertista e come didatta‚ nello studio e nella ricerca dei tamburi a cornice e a frizione della cultura popolare dell’Italia meridionale e di tutta l’area mediterranea. L’intento è di diffondere le peculiarità di strumenti considerati “non colti” in più ambiti artistici possibili. Come tamburellista ha ottenuto l’attenzione di compositori contemporanei (in particolare Riccardo Nova‚ ed. Ricordi) italiani e stranieri eseguendo partiture solistiche e improvvisazioni con formazioni orchestrali (Orchestra Sinfonica della Magna Grecia)‚ big band (Jazz Studio Orchestra‚ Bari; Spinifex Orchestra‚ Amsterdam)‚ ensemble di musica contemporanea (Sincronie‚ Icarus Ensemble‚ AlterEgo Ensemble)‚ elettronica (Pan Sonic‚ Otolab) e con musicisti e gruppi extraeuropei (Sarawan‚ Iran – B.C. Manjunath e Srihari Rangaswamy‚ India – Faheem Mazhar‚ Pakistan – Mourad Morjan‚ Marocco – Neuen Vocalsolisten‚ Germania -Karnaticlab‚ Amsterdam – Lino Cannavacciuolo‚ Rais Almamegretta – Nuova Compagnia di canto popolare‚ Peppe Barra‚ Napoli) con registrazioni discografiche ed esibizioni in importanti festival e teatri in Italia e all’estero. Ha collaborato con il coreografo anglo-indiano Akram Khan e con lo spagnolo Roberto Olivan con il quale si è esibito a Barcellona (Centro Cultural Contemporaneo‚ Picasso Museum)‚ a Bruxelles presso l’E.S.A.C. (Scuola Superiore di Arti Acrobatiche). Con lo stesso ha tenuto workshops di musica nell’ambito degli International Workshops of Contemporary dance (Tortosa‚ Spagna). Nell’ambito delle arti acrobatiche e del Nuovo Circo ha collaborato‚ come docente e autore musicale‚ con la scuola di Circo Flic di Torino. Il variegato percorso artistico è documentato con un’ampia e varia discografia tra collaborazioni e produzioni realizzate.

CONTATTI

Associazione Sosta Palmizi
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