Franceschini // Droste & Co + compagnia tardito/rendina

  • TEMPO (2017)

    creazione collettiva
    regia e musica 
    Bruno Franceschini
    coreografia e interpretazione Federica Tardito e Aldo Rendina
    ideazione luci Lucia Manghi
    scenografie Aldo Rendina e Cristiana Daneo
    costumi Roberta Vacchetta
    durata ca. 30 min.
    Una produzione di  compagnia tardito/rendina (Torino) – Associazione Sosta Palmizi (Cortona)- Bruno Franceschini (Berlino)
    Con il sostegno di Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus – Torino; Centro Servizi Culturali S. Chiara – Y Generation Festival Trento; KOMM TANZ, progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni, in collaborazione con il Comune di Rovereto

    Spettacolo di teatrodanza per l’infanzia dai 2 ai 6 anni 

    Due sfumati personaggi, dai tratti poetici a volte clown, seguendo il suono evocativo di un carillon, ci accompagnano in un viaggio musicale e associativo sulle orme del tempo. Li vediamo alle prese con semplici magie, minute danze, la nascita inusuale di un fiore. Si inseguono e si incontrano, a volte giusto in tempo a volte fuori tempo, perché il tempo si sa non è una cosa sola.

    oh tempo oh tempo
    tic e tac tic e tac
    il tempo mai si sa, chissà cosa sarà fra cra cra
    il tempo viene e va e mai si fermerà ssshhhhhh
    il sole del mattino si sposa nel giardino
    l’autunno con le foglie, l’inverno poi le toglie eh eh eh
    il verde è primavera l’estate poi si avvera
    si affaccia la mattina tina tina tì
    e quando viene sera la luna si fa sfera
    tempo… e uno e due e tre
    magia…

    Note di regia
    Cos’è il tempo? Un quesito a prima vista innocuo, ma che vanta pagine e pagine di elucubrazioni filosofiche. Difficile darne una definizione condivisa. Sicuramente il tempo ha a che fare col movimento, che sia un suo attributo o una sua derivazione e senza il movimento non ci sarebbero né il tempo né la danza. Per questo motivo – e per le innumerevoli associazioni d’idee che fa scaturire – abbiamo deciso di utilizzare questo tema come territorio di ricerca e come tramite fra il mondo degli adulti e quello della prima infanzia.

    I bambini sono, innanzitutto, abitanti del presente. Si muovono all’interno di una situazione e ne esplorano le possibilità. Non conoscono ancora il tempo, le sue promesse e le sue angherie. Noi adulti, invece, lo conosciamo fin troppo bene, mentre scandisce i ritmi a volte tragici, a volte comici della nostra quotidianità. Due mondi lontani ed estranei, agli antipodi. Una prerogativa perfetta per conoscersi e per imparare gli uni dagli altri.

    Nel frattempo

    Il tempo è intorno a noi, ci siamo dentro, non possiamo separarcene e neppure sbarazzarcene ma se nel frattempo desideroso di intrattenermi con una magia mi concedessi il lusso di perder tempo, sarebbe un ingannare il tempo?
    Al tempo del lavoro lascio la precisione del secondo, se lo spacco è per giocoso contrattempo, oscillo per cascare in un tempo sospeso, se lo inseguo non mi porta ne avanti ne indietro, ma a guardare il mondo da dentro una pausa.

    Sappiamo far nascere un fiore senza un seme, senza la terra, senza l’acqua o addirittura in poco tempo?

    Se lo sapessimo fare sarebbe una magia.
    video promo

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  • L’anatra, la morte
    e il tulipano (2014)

    una produzione di Franceschini // Droste & Co. (Berlino) e compagnia tardito/rendina (Torino), Associazione Sosta Palmizi
    spettacolo di teatro danza, musica e parole per bambini a partire dai 7 anni (ca. 50 minuti)
    liberamente tratto da Ente, Tod und Tulpe, libro illustrato di Wolf Erlbruch (Kunstmann Verlag; in Italia: Edizioni E/O)

    idea, traduzione, drammaturgia e regia Bruno Franceschini
    con Aldo Rendina e Federica Tardito
    musicisti Friedrich Edelmann (fagotto) e Rebecca Rust (violoncello)

    scenografia e costumi Cristiana Daneo
    musiche di W. A.Mozart, L. van Beethoven, G. Bizet, H. Gal, P. Hindemith, K. M. Komma
    prima assoluta 5 aprile 2014 alle Fonderie Limone, Torino (Festival Terre comuni)

    Menzione speciale ex aequo assegnata dall’Osservatorio Critico del Festival Terre Comuni/Terres Communes-Giocateatro Torino per ” la capacità di affrontare un tema profondo e difficile in modo delicato e poetico. Lo spettacolo fedele al testo originale, intreccia danza, teatro e musica dal vivo, creando un’atmosfera coinvolgente, lieve e capace di attraversare registri diversi. Gli attori.-danzatori interpretano i personaggi con singolare naturalezza e notevole bravura”.
    Vincitori del premio Eolo Awards 2015 –  al miglior spettacolo di Teatro Ragazzi e Giovani

    Era da un po’ che l’anatra aveva una strana sensazione.
    “Chi sei? E perché mi segui tutto il tempo?”
    “Finalmente mi hai notato” disse la Morte. “Sono la Morte”.
    L’anatra si spaventò. Non si poteva certo darle torto.
    “E ora sei venuta a prendermi?”
    “Ti sono accanto già da quando sei nata – nel caso…”
    ” Nel caso?”
    “Beh,… nel caso ti capiti qualcosa. Non si sa mai! Un brutto raffreddore, un incidente…”
    ” E all’incidente ci pensi tu? ”
    ” A quello ci pensa la vita, come anche al raffreddore, e a tutte le altre cose che possono capitare a voi anatre. Dico solo: volpe!”
    L’anatra non voleva nemmeno pensarci. Le venne la pelle d’oca.
    La Morte le sorrise in modo amichevole. In fondo era simpatica, se si esclude che era quello che era. Anzi, molto simpatica.
    “Andiamo allo stagno?” domandò l’anatra.
    Era ciò che la Morte temeva.

    Quella dell’incontro fra l’anatra e la morte è una storia dal finale inevitabile, ma inaspettatamente divertente e leggera. In fondo racconta una cosa semplice, e cioè che la morte ci accompagna fin da quando siamo in vita, e che comprenderlo ci aiuta a non averne paura e a sentirci meno soli.
    La strana ed inaspettata amicizia fra l’anatra e la morte viene narrata in primo luogo attraverso un linguaggio coreografico, grazie ai corpi e le movenze, ma anche alle voci di Aldo Rendina e Federica Tardito. Un duetto teatrale stralunato, buffo e poetico che sul palco trova la sua ideale corrispondenza musicale nell’inusuale abbinamento fra fagotto e violoncello.

    Note di regia

    “E ora sei venuta a prendermi?” chiede l’anatra alla morte. La sua risposta è al contempo semplice e illuminante: “Ti sono accanto già da quando sei nata”.

    Da questa laconica constatazione parte l’idea dello spettacolo, che prova a immaginare un mondo prima dell’inizio del libro, quando l’anatra vive ancora “senza” la Morte, cioè senza coscienza della sua ineluttabile presenza. Infondo, si tratta di un’esperienza che noi adulti conosciamo bene. Fino ad una certa età il tempo sembra essere una categoria astratta, merce abbondante, superflua, priva di importanza, dilatabile fino all’inverosimile. Poi, d’un tratto, scatta qualcosa, e la percezione che ne abbiamo cambia radicalmente. Il tempo inizia a scorrere, sempre più velocemente, inesorabile, mentre noi dietro arranchiamo, curvi sulla nostra quotidianità, fino a quando non rialziamo la testa e ci accorgiamo che il viaggio sta già per finire. Ecco, vivere accettando la morte può voler dire anche questo: Cercare un tempo, un ritmo più giusto, senza farsi prendere dalla frenesia – a volte ingannevole – della vita.

    Lo spettacolo cerca di mettere insieme due visioni drammaturgiche spesso inutilmente contrapposte: Una narrativa e una più squisitamente concertistica. Da un lato quindi la necessità di raccontare una storia, quella dell’Anatra e della Morte, appunto, dall’altro però anche la precisa volontà di non mettere la musica al mero servizio della narrazione, ma di usare lo spazio e il movimento scenico per rendere “visibile”, per capire meglio la musica.

    Musica che in questo caso è quella che nasce dall’incontro inusuale fra un fagotto e un violoncello. Un duo fra due voci gravi, buffo e poetico, che riesce a esprimere tutta la varietà e i colori dei sentimenti umani.

    Brevi momenti di prosa fanno da contrappunto a un impianto musicale prettamente concertistico. Le partiture, scritte appositamente per fagotto e violoncello da W.A. Mozart, H. Gal, L. Beethoven, G. Bizet, P. Hindemith e K.M. Komma, vengono eseguite dal vivo dai virtuosi Friedrich Edelmann e Rebecca Rust. Il compito di fare da collante fra questi due mondi è affidato alla danza e al movimento scenico, e nella fattispecie al brillante duo torinese formato da Federica Tardito e Aldo Rendina.
    video promo

Franceschini// Droste & Co.

Bruno Franceschini lavora a livello internazionale come regista, dramaturg e compositore. Dal 2010 si occupa di teatro per ragazzi, collaborando spesso con artisti non provenienti da questo ambito, con l’intento di percorrere nuove o quantomeno differenti strade artistiche. La sua ricerca si fonda sull’idea del teatro come spazio di comunicazione, sull’interdisciplinarità e sulla creazione collettiva. Ultimi spettacoli: Nochmal! (Fundustheater Hamburg), Kaputt! Eine freudige Entdeckung (Theater der Jungen Welt, Leipzig) e L’anatra, la morte e il tulipano e Tempo (Casa Teatro Ragazzi e Giovani, Torino).

www.brunofranceschini.net

 

compagnia tardito/rendina

La compagnia tardito/rendina nasce dall’incontro dei danzatori/coreografi Federica Tardito e Aldo Rendina‚ provenienti da una riconosciuta esperienza professionale come interpreti con coreografi quali Raffaella Giordano‚ Giorgio Rossi‚ Roberto Castello‚ Anna Sagna‚ Claude Coldy‚ Georges Appaix e Pierre Byland. Insieme per vicinanza e frequentazione di un sentire comune‚ assaporano il gusto di percorrere le vie dell’ironia nelle sue diverse forme. Tra gli spettacoli più significativi Gonzago’s Rose‚ Circhio Lume‚ “Oh Heaven” (il Paradiso Possibile), Il Compito. Dalla collaborazione con Bruno Franceschini L’anatra, la morte e il tulipano, vincitore Eolo Awards 2015 e Tempo. Federica Tardito e Aldo Rendina sono Artisti Associati dell’Associazione Sosta Palmizi/MiBAC.

www.compagniatarditorendina.com

Bruno Franceschini

Bruno Franceschini lavora a livello internazionale come regista, dramaturg e compositore. Dal 2010 si occupa di teatro per ragazzi, collaborando spesso con artisti non provenienti da questo ambito, con l’intento di percorrere nuove o quantomeno differenti strade artistiche. La sua ricerca si fonda sull’idea del teatro come spazio di comunicazione, sull’interdisciplinarità e sulla creazione collettiva. Ultimi spettacoli: Nochmal! (Fundustheater Hamburg), Kaputt! Eine freudige Entdeckung (Theater der Jungen Welt, Leipzig) e L’anatra, la morte e il tulipano e Tempo (Casa Teatro Ragazzi e Giovani, Torino).

www.brunofranceschini.net

Federica Tardito

Federica Tardito frequenta il corso di formazione teatrale con A.Sagna a Torino. Si forma come danzatrice con R. Giordano, G. Rossi e R. Castello e, in Francia, con H. Diasnas, I. Dubouloz e C. Diverres. Studia aikido con C. Abele, teatro con D. Manfredini e clown con P. Byland e P. Hottier. Crea l’assolo La eletta Gisela e, con il regista P. Byland, lo spettacolo Solo Sei. Come interprete danza in Danze Rosa Blu di R. Giordano e G. Rossi, Il Duca delle Prugne e Petrouchka di R. Castello e De et Par di G. Appaix

Aldo Rendina

Aldo Rendina si forma principalmente nella danza contemporanea. Tra i suoi maestri C. Coldy (danza sensibile), R. Giordano, G. Rossi, R. Castello, A. Sagna, Doriana Crema (teatrodanza), D. Manfredini ed E. Pardo (teatro), P. Hottier (clown) Ha danzato in Forever young , Precipito di A.R. Ghiglione – Project Caravan Artists on the Roads – Vieni Via con Me di R. Saviano e F. Fazio, coreografia R. Castello, – et anima mea, Senza titolo, Quore – premio Ubu per la danza nel 2000 di R. Giordano e in PaSaTua di G. Rossi, ( entrambi ex Sosta Palmizi ) – In RBMK, tragedia contemporanea, con la regia di C. Conti, – in Tangaz di S. Bassini-C. Bruni – Premio Speciale della Giuria, Scenario 1999/2000. Dal 1994 al 1996 ha danzato nella compagnia Sutki, diretta da A. Sagna. Per il cinema ha lavorato nei film Così ridevano, di G. Amelio (Palma d’oro a Venezia), in Giacomo eroe quotidiano e Fiumana di S. Carnino, in Piano Sequenza di L. Nero

Friedrich Edelmann

Friedrich Edelmann nasce a Kaiserslautern in Germania. Prime lezioni di fagotto con Alfred Rinderspacher. In seguito studio con Klaus Thunemann e Milan Turkovic. Vince i primi premi al “Jugend Musiziert”e al “Podium Junger Solisten”, si laurea in matematica all’università di Heidelberg (1974) ed entra a far parte della Orchester des Pfalztheaters Kaiserslautern. Nel 1977 diventa fagotto solista dei Münchner Philharmoniker, dal 1979 al 1996 col maestro Sergiu Celibidache e dal 1999 al 2004 con James Levine. Nel 1998 ha fatto parte della “Nagano Winter Orchestra” sotto la guida del maestro Seiji Ozawa. Attività didattica per masterclass negli USA (Minnesota University of St. Cloud, Bridgeport University Connecticut), Moskau (Conservatorio Tschaikowski), Venezuela (Caracas, Barquisimeto), Japan (Tokyo), Taipeh China (Weltorchester Jeunesses Musicales), Israel (Tel Aviv, Jerusalem).

Rebecca Rust

Rebecca Rust è nata e cresciuta a San Francisco, in California, dove riceve le prime lezioni di pianoforte da parte della madre. Più tardi inizierà lo studio del violoncello al San Francisco-Conservatory con Margaret Rowell. Vince fin da subito numerosi premi (Mendelssohn-Wettbewerb, California Cello Clubs etc.) e continua a studiare con Gabor Reijtound e poi a New York con Bernard Greenhouse. Qui entra a far parte della “Christmas String Orchestra” con Alexander Schneider. Dopo essersi diplomata va a studiare in Germania alla Musikhochschule di Colonia con Paul Szabo. Diventa violoncello solista della “Orchestre Mondiale des Jeunesses Musicales” sotto Karel Ancerl. Frequenta due masterclass da Mstislaw Rostropowitsch a Berkeley, USA, e a Basilea. Inizia una carriera da solista, piena di concerti ed incisioni sia in europa che nel resto del mondo. Dal 1992 in poi, insieme con Friedrich Edelmann, numerose tournée in Giappone: Tokyo, Nagoya, Sapporo, Okinawa, Kobe, Hiroshima, fra cui anche diversi concerti a palazzo dell’imperatore come solista della Tokyo Symphony Orchestra.


www.compagniatarditorendina.com