compagnia dimitri/canessa

  • Hallo! I’m Jacket! (2016)
    (il gioco del nulla) 

    produzione Compagnia Dimitri/Canessa e Associazione Sosta Palmizi
    con il sostegno di Armunia
    regia: Elisa Canessa
    con: Federico Dimitri e Francesco Manenti
    ass. artistica: Stefano Cenci e Giorgio Rossi
    disegno luci: Marco Oliani
    durata: 60’

    Hallo! I’m Jacket! è uno spettacolo fortemente ironico. È il riflesso ridicolo e dissacrante di un sentire che trae invece origine da riflessioni ben più amare, che riguardano in generale il cosiddetto “mondo contemporaneo”, con la sua rapidità da fast food mediatico, cultura usa e getta e ansia performativa.
    Immersi fino al collo in una realtà che sembra dare sempre più credito a ciò che semplicemente è di tendenza, ci “facciamo beffa” di questo nostro mondo contemporaneo, costantemente assillato dall’idea di essere: produttivo! seduttivo! interessante! alternativo! figo! indipendentemente da quali siano i contenuti e i saperi. L’amarezza lascia però spazio totale alla buffoneria, alla presa in giro, all’ironia surreale. In questo mondo così caricaturizzato, qual è il rapporto dell’artista con la creazione? Con lo stare in scena? Con l’esibire se stesso su un palco vuoto? Cos’ha da dire questo teatro contemporaneo??? In Hallo! I’m jacket! tutto viene estremizzato: la performance artistica è metaforicamente tradotta con la prestazione sportiva. Il performer, un atleta che, sul palco, sventola con convinzione la bandiera bianca della mancanza totale di contenuti. Sul volto, lo smagliante sorriso dell’idiozia. Il teatro, è paradossalmente trasformato nello stadio che accoglie all’attesissimo “campionato mondiale della performance”. I due performer, i due buffoni, i due clown di questo spettacolo lottano, gareggiano, danzano, sudano… per nulla! Solo per piacervi, per farvi divertire. La ridicola caricatura di un mondo zoppo, ma che corre trafelato verso il successo. Un successo qualsiasi. Un mondo paradossalmente svuotato di senso e di contenuto. Di amore e di poesia.

    Hallo! I'm Jacket! hallo! I'm Jacket hallo! I'm Jacket (593) hallo! I'm Jacket (180) 2

  • …di Giulietta e del suo Romeo (2014)

    Spettacolo teatrale in un atto

    regia Federico Dimitri
    con Elisa Canessa, Federico Dimitri, Stefano Dentone e Francesco Manenti
    musiche dal vivo Antonio Ghezzani, Matteo Pastorelli

    disegno luci Marco Oliani
    fantocci Fabrizio del Moro

    coproduzione compagnia dimitri/canessa, Associazione Sosta PalmiziArmunia/Festival InequilibrioProgetto Brockenhaus
    con il sostegno di Centro Artistico Il Grattacielo, Teatro Goldoni, Teatrofficina Refugio, Livorno, Teatro del Gatto, Ascona

    Dopo la vittoria con BRUNO come Miglior Spettacolo al 22° FIT, Festival Internazionale di Teatro di Lugano, la compagnia dà vita ad una nuova produzione anch’essa dedicata al mondo degli adolescenti. Una rilettura contemporanea del testo classico di una delle più famose opere di Shakespeare.

    stanotte ho fatto un sogno
    era la festa di compleanno di Giulietta
    e Giulietta s’innamorava di un Montecchi
    un topo!
    Un topo in casa nostra.
    Balia…
    Balia!
    Ma io sto ancora dormendo…
    E questo è solo un sogno
    Un incubo.

    La scena si apre con un sogno. E’ l’incubo di Donna Capuleti, la madre di Giulietta. Un filtro onirico ricopre tutto lo spettacolo, la realtà si forma e si trasforma come in preda a costanti allucinazioni. Presentimenti. E proprio come in un incubo, i personaggi di questo spettacolo si muovono sul confine tra il reale e la messa in scena di se stessi, presentandoci uno spaccato tristemente amaro del mondo adulto.
    Romeo e Giulietta, i due amanti più famosi al mondo, sono salvi. Eternamente adolescenti, eternamente puri, eternamente innamorati. Su di loro, non c’è più nulla da dire, nulla da vedere. Sono gli altri che ci interessano. I personaggi ottusi e grotteschi che ruotano intorno alla vicenda. Esseri umani totalmente incapaci di mutare il corso di una storia che si ripete nei secoli. Sempre la stessa storia. Sempre gli stessi adulti sordi e ciechi di fronte al mondo degli adolescenti, con i loro estremismi, fragilità, passioni.
    Leggendo e rileggendo Romeo e Giulietta di Shakespeare, quello che più ci ha colpito è la crudeltà, spesso involontaria, ma ancor più spesso consapevole, che nasce dall’imbecillità umana. A parte i due protagonisti, in qualche modo ‘salvati’ dall’innamoramento, tutti gli altri si muovono minacciosi e vittoriosi verso un epilogo inevitabilmente tragico e grottesco. In questo spettacolo Romeo e Giulietta sono simbolicamente rappresentati da due fantocci che, privati della possibilità di esprimersi, e quindi anche della possibilità di essere ascoltati, vengono letteralmente travolti da un mondo incapace di non farli morire.

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  • Bruno (2013/2014)

    ideazione e concetto per la produzione compagnia dimitri/canessa
    regia e interpretazione Federico Dimitri, Elisa Canessa

    assistenza artistica Giorgio Rossi, Emanuel Rosenberg
    disegno luci Marco Oliani
    assistenza musicale Antonio Ghezzani
    coproduzione Associazione Sosta Palmizi, Progetto Brockenhaus

    progetto vincitore del 22° FIT, Festival Internazionale di Teatro di Lugano (CH) 

    “E’ una fredda serata di fine autunno. Bruno è ancora bambino. La madre entra in camera sua e lo trova intento a nutrire alcune mosche con granelli di zucchero. Domanda cosa mai stia facendo. “Le sto irrobustendo per l’inverno.” Di certo, quel bambino non poteva immaginare che da lì a pochi anni sarebbe giunta una delle epoche più buie dell’umanità. Un lungo inverno nel quale, come mosche, sarebbero morte milioni di persone. Tutti umiliati, straziati, trucidati. Lui tra questi.”

    Lo spettacolo trae spunto dalla vita di Bruno Schulz, dai personaggi che hanno costellato la sua infanzia e dalle suggestioni mitologiche dei suoi scritti e dei suoi disegni.

    “Il mio ideale è maturare verso l’infanzia”

    Bruno Schulz

    In Schulz, Mito e Infanzia coincidono. Questo è stato per noi elemento portante del progetto. Cio’ che l’opera di Schulz rappresenta non è affatto una mitologia storicamente suggellata. Gli elementi di questo idioma mitologico sgorgano da un’oscura regione delle primordiali fantasie infantili, dai timori, dai presentimenti, dalle anticipazioni di quel mattino della vita, che costituisce la vera e propria culla del pensare mitico.

    Il Mito, per noi, diventa allora il modo di riorganizzare in un nuovo racconto le immagini che affiorano e svaniscono continuamente…

    Come sospeso nel tempo, “prigioniero” nella sua camera d’infanzia, Bruno fruscia leggero, piccolo topo immortale, incidendo, registrando memorie in questo luogo che di volta in volta rivive nelle parole, nei gesti, nelle danze che un tempo lo abitarono.
    Trovare una chiave d’accesso al tempo dell’infanzia, alle memorie di un tempo che resistono sotto le rughe della vita adulta. Ripercorrere quelle azioni piccole ed allo stesso tempo mitiche, oscure e luminose, intestimoniabili come i giochi dei bambini. Perché riaffacciarsi su questo mondo non è un fatto privato, ma qualcosa che riguarda tutti noi. Gli occhi si spalancano sbalorditi, all’inizio pensano di non vedere, ma poi, abituandosi alla poca luce, restano abbagliati nello scorgere i frammenti di dolorosa iniziazione alla vita.

    “Mi portavo dentro allora il mito di un’epoca geniale, che presumibilmente un tempo faceva parte della mia vita, non localizzata in nessun anno del calendario, sospesa al di sopra della cronologia, un’epoca nella quale tutte le cose respiravano nel bagliore di colori divini, si sorbiva tutto il cielo in un respiro, come un sorso di puro oltremare”

    Bruno Schulz è il grande maestro della letteratura polacca del Novecento. E’ scrittore, disegnatore e giornalista. Secondo Kantor, «tutta la nostra generazione è cresciuta di fatto all’ombra di Schulz». Le botteghe color cannella, la sua prima e più famosa raccolta di racconti, è un’autobiografia trasformata in una fantasiosa mitologia dell’infanzia. Uno dei massimi esempi di come la letteratura possa riscattare la banalità della vita quotidiana con le armi del grottesco e dell’invenzione linguistica.

    Canessa/Dimitri - Bruno Canessa/Dimitri - Bruno Canessa/Dimitri - Bruno Canessa/Dimitri - Bruno Canessa/Dimitri - Bruno Canessa/Dimitri - Bruno Canessa/Dimitri - Bruno

Federico Dimitri / Regista

Federico Dimitri è nato il 1 Agosto 1979 a Uster. Nel 2004 si diploma alla Scuola Teatro Dimitri. Nel 2005 vince in Belgio il Premio Pinokkio 05 con un suo spettacolo dal titolo Perfectly Coupled. Membro della compagnia I tre secondi, si esibisce in tutta la Svizzera con lo spettacolo Zurigo Stazione Centrale e I Doganieri. Nell’estate del 2006 crea con la lo spettacolo 30°60°90°, con la direzione artistica di Giorgio Rossi. Per la stagione teatrale 2007/08 viene ingaggiato dalla compagnia Teatro Kismet Opera di Bari, per lo spettacolo La regina delle nevi, regia Teresa Ludovico. Nel 2008 partecipa alla fondazione della compagnia Progetto Brockenhaus e all’allestimento dello spettacolo, Non facciamone una tragedia. Nel 2009-11-12 partecipa al festival Origen (CH) con lo spettacolo Delila, Brandner Kasper e Babilonia. 2009/10 parte per Berlino dove lavoro per la compagnia tedesca/norvegese Banality Dreams per lo spettacolo: The Cowboy, the Princess and the Chicken.Autore ed interprete dello spettacolo BRUNO di Progetto Brockenhaus/Artisti Associati Sosta Palmizi, vincitore del 22° Fit, Festival Intenazionale di Teatro di Lugano.

Elisa Canessa / Attrice

Diplomata al Corso di Formazione Professionale in Noveau Cirque presso Scuola di Teatro Bologna (2000-2001), dal 2000 studia danza, teatro e arti circensi (acrobatica aerea) Nel 2010 si diploma al corso biennale di Specializzazione in Scrittura per la danza contemporanea presso il Teatro Stabile di Torino, diretto da Raffaella Giordano .Con Francesco Manenti dà vita nel 2002 al progetto Agatharandagio ed insieme creano Esercizi e Drunk, spettacoli presentati in numerosi festival nazionali e internazionali. Ha lavorato come interprete con Teatro Ferramenta di Bologna, con Compagnia Agar, produzione Sant’Arcangelo dei Teatri, con Arcipelago Circo-Teatro, prod La Biennale di Venezia , con Pantakin da Venezia, con Benno Voorham per ADDM Fest Moldavia, con Massimiliano Barrachini per il Festival Resolution, Londra, con Sosta Palmizi (La favola esplosa, regia Giorgio Rossi), e con Teatro Kismet Opera (La regina delle nevi, regia Teresa Ludovico). Ha partecipato come danzatrice protagonista nel videoclip di Lorenzo Jovanotti, Mezzogiorno, Show-me di Marina P. Homely Records e Lettera di San Paolo agli Operai, Virginiana Miller. Autrice ed interprete dello spettacolo BRUNO di Progetto Brockenhaus/Artisti Associati Sosta Palmizi, vincitore del 22° Fit, Festival Intenazionale di Teatro di Lugano.

Antonio Ghezzani / Musicista

Diploma in chitarra classica al conservatorio di Livorno con Flavio Cucchi come maestro. – Diplome d’éxecution en guitare à l’”Ecole Normale de Musique de Paris Alfred Cortot” con Alberto Ponce come maestro. – Diplome superieur d’ éxecution en guitare à l’”Ecole Normale de Musique de Paris Alfred Cortot” conseguito con lode, con Alberto Ponce come maestro. – Diplome superieur de concertiste en guitare à l’”Ecole Normale de Musique de Paris Alfred Cortot” con Alberto Ponce come maestro. – Per quattro anni ho studiato composizione e pianoforte al conservatorio Pietro Mascagni di Livorno. – come autodidatta studia anche il mandolino , la mandola contralto, il mandoloncello, l’ukulele e il pianoforte chitarra elettrica e improvvisazione. Come insegnante lavora come assistente al conservatorio “Pietro Mascagni” di Livorno, come titolare di cattedra nel conservatorio di Montfort l’Amaury(Parigi) e in quello di Sucy en brie ( Parigi).

CONTATTI

Associazione Sosta Palmizi
www.sostapalmizi.it – produzione@sostapalmizi.it – 0575/630678 – 393/9913550