Per una stanza (2001)

intervento di Raffaella Giordano
per “Contemporanea ’01” – Museo Pecci (Prato)
Assolo ⁄ Performance – Durata 12’
luci ideate da Vincent Longuemare
voce tratta dai testi di Mariangela Gualtieri
elaborazione sonora di Lorenzo Brusci ⁄ Timet

In questa offerta si insinua il mio bisogno di pregare‚ braccata dall’affanno intuisco la presenza come messaggero di un mondo che precede il linguaggio puro‚ senza senso. Attraverso il gesto‚ navigando in quella misurazione accolgo la mia manchevolezza e rifletto il silenzio della mia preghiera spaccata.

Raffaella Giordano

PER UNA STANZA

… Ma perché spingete così? perché?
mi spintonate con ombre di paradiso
in terra? voi mi confondete con ombre
di paradiso in terra …
vedo ombre e spifferi dell’altro mondo …

Che cosa succede qui? il pianto è di troppo sgorgato‚
i corpi sono già maciullati abbastanza il pane ha
piccoli morsi‚ gli occhi sono tutti gialli.
Mistero del piangere‚ mistero del sangue che la terra
chiama sempre come la sete.
Piantiamo semi nell’orto della guerra‚ ognuno porta
acqua e concime‚ ognuno cura piantine e germogli.

Tutto tutto ribellato al cielo‚ come se non fosse solo
creato‚ messo giù sbagliato. Non è semplice la
cronaca dello sfacelo‚ non possiamo elencare il danno
madornale‚ tutto il ghiaccio del mondo.
Il pianto cresce dalla parte sud‚ da est. Sopra un
carico del mondo piantiamo anche noi un chiodo.
Le voci si seccano. Non c’è più canto.
Che cosa‚ che cosa vuol dire?

… sento mani che mi lavorano
sento mani invisibili che mi lavorano
e con lentezza accendono
la mia chiocciola sul fondo …

… quella sostanza di cuore del cuore …
e me la raffinano con pezzi dell’altro mondo
con ombre azzurrine color dell’altro mondo …

… la gioia è sempre nel dettaglio di lato
nel tempo sbandato‚ sento che
la cerco nel posto sbagliato …
… non è lì dove io la cerco con spasimo
ma piuttosto a lato della pista …

… ma perché non volete chiarire
il mistero?

… l’altro mondo nel mondo
sporcato di sangue
vedo ombre e spifferi e spifferi
dell’altro mondo

… ma perché nessuno viene? …

Io credo che gli alberi
credo che il silenzio delle pietre
che fra me
che fra me e l’albero c’è
un’onda o polverina
che fra me e dentro me e dentro
tutte cose credo‚
credo in un respiro che tiene
tutto nel pugno‚ come sostanza
messa nelle forme‚ sostanza partorita
da una pancia sola‚ credo che tutto
ha il potere del canto
… e che nel sonno vengono e mi
soffiano dentro le parole e nel sonno
del sasso credo nel sasso …
e nell’avvolto silenzio che lo tiene e
quel suo stare così perfetto come osso dentro
la terra e credo che la terra …
… nella sua legge
che la terra quando la cammino e
io ci ballo‚ credo che la sua massa buona
sua volante massa‚ se ti abbandoni credo
alla guarigione magica della sua
orbita …
quel battere soave delle ali
quell’andare alto degli uccelli

senza polvere        senza peso …
senza polvere        senza peso …

[Estratto dei testi di Mariangela Gualtieri
utilizzati in registrato nella performance]

<b>Per una stanza</b> - Raffaella Giordano <em>photo Masson</em> <b>Per una stanza</b> - Raffaella Giordano <em>photo Masson</em> <b>Per una stanza</b> - Raffaella Giordano <em>photo Masson</em> <b>Per una stanza</b> - Raffaella Giordano <em>photo Masson</em>