L’INCONTRO (2013)

scrittura coreografica e interpretazione Maria Muñoz Raffaella Giordano
collaborazione artistica Pep Ramis

assistente Leo Castro
parole e dialoghi Maria Muñoz, Raffaela Giordano
paesaggio sonoro Pep Ramis
collaborazione micropartiture musicali Matteo Milani
frammenti musicali JS Bach, CF Abel Ideazione
luci Luigi Biondi, August Viladomat
costumi CarmepuigdevalliplantéS
assistenza tecnica Punt de Fuga
fotografia Andrea Macchia, Jordi Bover
produzione esecutiva Eduard Teixidor
produzione 2013 Mal Pelo Girona Spagna, Sosta Palmizi Cortona Italia
coproduzione Théâtre des Bernardines, Festival Dansem, Marsiglia Francia Sostegno L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino Italia, L’animal a l’esquena Celrà Spagna

Da quanto tempo credi che siamo qui?

Lo spazio è vasto, il perimetro incerto fra l’esterno di una natura pacifica e l’interno di buia materia in divenire. La semplicità e la riconoscenza, generano un tocco reciproco gravido di sostanza non detta, il presente si inscrive nel luogo di incontro, ogni parola e gesto e passaggio lasciano il loro seme nell’aria, raccolto nella sua invisibile percettibilità, frutta e genera il gesto seguente, ognuna custodisce le cose segrete, sapiente è la voce interna che emerge a suo tempo, indiretta e reale.
La parola del corpo risuona nello spazio per divenire in un continuo mutamento, movimento successivo, come un quaderno anche sprecato nelle sue pagine bianche, come una finestra aperta sul cielo, come un lenzuolo ad asciugare, come un pezzo di terra brulla, come una roccia in attesa dell’onda, come un campo di grano nel vento inatteso. Ciò che rimane, la forza e la grazia, il rigore di amare senza compromessi la via del corpo, il segreto si accende nella vicinanza, non vuole essere decifrato e rimane nel rispetto di ciò che in ultimo è nascosto.
Note di lavoro – giugno 2012

Quando si conosce la danza di Maria Muñoz, quando si frequenta quella di Raffaella Giordano, se si prova a visualizzarle insieme, si è colpiti in principio dalle differenze di fisicità e dinamismo della danza, poi più segretamente, si percepisce una sorta di comunità possibile che rileva di un’integrità, di un’intensità di presenza. È bastato un “nulla” o quasi perché s’incontrassero e subito, si manifestasse l’evidenza di una coabitazione in scena estremamente commovente. É da questo senso di condivisione possibile, dalla profonda verità di ciascuna che nasce il desiderio di farle incontrare.
Alain Fourneau

Sarebbe impossibile contare il tempo

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<b>L'incontro</b> Maria Munoz Raffaella Giordano / Théâtre des Bernardines - Marseille<em>photo Andrea Macchia</em> <b>L'incontro</b> Maria Munoz Raffaella Giordano / Théâtre des Bernardines - Marseille<em>photo Andrea Macchia</em> <b>L'incontro</b> Maria Munoz Raffaella Giordano / Théâtre des Bernardines - Marseille<em>photo Andrea Macchia</em> <b>L'incontro</b> Maria Munoz Raffaella Giordano / Théâtre des Bernardines - Marseille<em>photo Andrea Macchia</em> <b>L'incontro</b> Maria Munoz Raffaella Giordano / Théâtre des Bernardines - Marseille<em>photo Andrea Macchia</em> <b>L'incontro</b> Maria Munoz Raffaella Giordano / Théâtre des Bernardines - Marseille<em>photo Andrea Macchia</em> <b>L'incontro</b> Maria Munoz Raffaella Giordano / Théâtre des Bernardines - Marseille<em>photo Andrea Macchia</em>