ù INVITO DI SOSTA 2015/2016 :: SPETTACOLI
15 novembre 2015
teatro mecenate di arezzo
POMERIDIANA ore 18.15

HAPPY HOUR2015 / 55’ alessandro bernardeschi e mauro paccagnella
compagnia woosh'ing machine

progetto, coreografia e interpretazione Alessandro Bernardeschi e Mauro Paccagnella musica C.Monteverdi, Kessler, B.Dylan, S. Baier, A. Lear, Siouxsie and the Banshees luci e direzione tecnica Simon Stenmans produzione Woosh'ing Machine Wooshing Machine é accompagnata da Grand Studio ed è in residenza amministrativa al Théâtre Les Tanneurs, Bruxelles progetto realizzato con il sostegno di WBT/D (Wallonie-Bruxelles Théâtre Danse), WBI (Wallonie-Bruxelles International) e di Kingsfountain

alessandro bernardeschi e mauro paccagnella

HAPPY HOUR è la quarta stanza del progetto CONTI SPARSI ed è una "riunione". Forti di una conoscenza e di una complicità reciproche sviluppate in quasi vent'anni di spettacoli attraversati assieme (non indenni) in progetti di Caterina Sagna, Olga de Soto e Karine Ponties, Mauro Paccagnella e Alessandro Bernardeschi si rincontrano per un progetto in duo.
Il punto di partenza non é un testo o una drammaturgia scritta a monte ma la volontà di composizione coreografica eseguita da due corpi simili e diversi allo stesso tempo, due corpi che hanno vissuto e attraversato lo stesso numero di anni, due corpi quasi dello stesso peso, con gli stessi peli, piu' o meno le stesse calvizie, di certo le stesse rughe. Due qualità di movimento diverse ma complementari, due corpi in confidenza l'uno con l'altro che sanno come incastrarsi abbandonarsi o respingersi, e restringersi. In una danza che sia anche combattimento, seguendo le voci dei madrigali di Monteverdi, ma anche quelle di Bob Dylan e della pop italiana.
Una danza che scava nella memoria di questi due adolescenti degli anni 70 in Italia, figli della televisione e di una politica infame.

18 dicembre 2015
teatro mecenate di arezzo
SERALE ore 21.00

6 QUI2015 / 60’ Michele abbondanza, Francesca Bertolli, Roberto Castello,
Roberto Cocconi, Raffaella Giordano, Giorgio Rossi
musica dal vivo per pianoforte del compositore arturo annecchino

luci Marco Cassini con Michele Abbondanza, Francesca Bertolli, Roberto Castello, Roberto Cocconi, Raffaella Giordano, Giorgio Rossi progetto realizzato dall'Associazione Sosta Palmizi

Sosta Palmizi

Gli autori del collettivo storico Sosta Palmizi si incontrano a 30 anni dalla sua fondazione e da "Il Cortile", spettacolo cardine della prima generazione della danza contemporanea d'autore italiana.
Li ritroviamo insieme, protagonisti in quel tempo di una rivoluzione coreografica e comunicativa accompagnati dal compositore Arturo Annecchino che creò la drammaturgia sonora. Poesia e ironia; il paradosso, il gioco, l'energia e la folle genialità di quello che è stato il primo collettivo in Italia di danzatori/attori.
Oggi autori indipendenti, si incontrano in scena mettendo in gioco il proprio linguaggio artistico in una scrittura aperta che trasformi nel presente il confronto con la memoria... Ritrovarsi e immaginare... un vortice di emozioni, di ricordi, di vite vissute, realizzate e danzate alla scoperta di un terreno meticcio. La serata sarà un'occasione unica per gli spettatori di entrare in contatto con una realtà simbolo ancora oggi di un'originale forma di teatrodanza.

24 Gennaio 2016
teatro mecenate di arezzo
POMERIDIANA ore 18.15

ORBITA2014 / 50’ fabrizio favale
le supplici

ricerche e coreografia Fabrizio Favale danzatori Daniele Bianco, Vincenzo Cappuccio, Francesco Leone, Davide Valrosso musiche originali Mountains (USA) una coproduzione Le Supplici, Teatri di Vita Bologna con il contributo di MIBACT, Regione Emilia-Romagna

Fabrizio Favale

A Italo Calvino. Come in un'orbita chiusa questo lavoro presenta la costruzione d'un mantra, dunque d'una formula incantatoria, che tende all'infinito. I danzatori in cerchio si radunano e si separano incessantemente, come a lasciar intendere che già la ripetitività del girare attorno è un tentativo di annodare uno spazio. Dove si radunano intessono complicatissime figure dinamiche, in un'intelligenza che non sappiamo, che forse, ancor più che a un linguaggio, somiglia all'arte di fare nodi. Così s'intrecciano in un unico corpo, che si volta e si rivolta a lasciar emergere ora una figurazione di grana tellurica, ora forme rarefatte, tenui, discontinue, che volano addirittura, come fate.
In quest'alternanza di incontro e separazione lo spazio è vuoto, ma appare vivente, leggero, cangiante, e nell'attesa d'un nuovo incontro, si riscalda e s'incendia del desiderio di ciò che verrà. Ma come in un'orbita aperta l'astra-zione di questo lavoro si pone in fuga dal mondano, come a dire che sì, ci riguarda, ma solo per superarci, di sfuggita. Senza effetto boomerang ci abbandona con un diluvio, che in India segna sempre la fine di un'era, e qui, spegnendo l'incantesimo, si scaglia nello spazio siderale per non tornare mai più.

28 Febbraio 2016
teatro mecenate di arezzo
POMERIDIANA ore 18.15

(ZERO)2015 / 50’ elisabetta lauro e césar augusto cuenca torres
compagnia cuenca/lauro

direzione Elisabetta Lauro di/con Elisabeta Lauro, César Augusto Cuenca Torres assistenza alla creazione Gennaro Lauro produzione Fondazione Musica per Roma e Cuenca/Lauro co-produzione Associazione Sosta Palmizi, Associazione Invito alla Danza, Festival Oriente Occidente realizzato con il sostegno di Gruppo Danza Forlimpopoli A.S.D, Premio Outlet A.C.S. Abruzzo Circuito Spettacolo e di Permutazioni/Zerogrammi. selezionato per la Lista Anticorpi XL 2014-15 selezione Visionari-Kilowatt 2015 selezionato per NID Platform 2015 progetto Vincitore Premio Equilibrio Roma 2015

compagnia cuenca/lauro

(Zero) è il punto mediano tra il negativo e il positivo, tra ciò che è prima e ciò che è dopo. È l "hic et nunc", il qui ed ora, la condizione finita e inevitabile dell´uomo, di cui ci svela tutta la sua vulnerabilità. Zero è il presente come verità ultima e inafferrabile. Esso è pura presenza, é indicibile e a differenza del passato o del futuro non si lascia raccontare né progettare. Eppure oscillando tra memoria e immaginazione noi ci ostiniamo a ricercare e simulare un'apparente stabilità. Ci aggrappiamo, ognuno a suo modo e nella sua propria realtà quotidiana, a strutture e definizioni pur di ancorare il nostro essere nel mondo ed evitare il confronto con la precarietà del nostro presente, del nostro essere presenti. Ma ognuno di noi sa e riconosce, nel suo ego unico e particolare, di stare camminando in verità su di un terreno malfermo, e può avvertire, se attento, la presenza di un sottile e costante movimento interiore, come acque sempre agitate. Più o meno lieve, questo moto ci accompagna in maniera intima e nascosta e a tratti diventa così intenso e tangibile che non è più possibile ignorarlo. In questi momenti la nostra esistenza, pur ben definita e modellata, per scelta o causa di forza maggiore, cambia improvvisamente il suo corso e ci costringe a lasciar andare, ad abbandonarci alla tempesta dello zero. Non più programmi né progetti, nessuna struttura a cui aggrapparsi.

13 Marzo 2016
teatro mecenate di arezzo
POMERIDIANA ore 18.15

IPERREALISMI2014 / 50’ helen cerina

idea e regia Helen Cerina performance Francesca Gironi, Orlando Izzo, Elisa Mucchi, Annalì Rainoldi costumi Valentina Ragni e Helen Cerina suoni Aliendee musiche P.Tchaikovsky, Joan as Police Woman luci Chiara Zecchi e Helen Cerina grazie a Claudia Giordano e Alessandro Sciarroni realizzato con il sostegno di Amat, Inteatro, Kilowatt Festival distribuito in collaborazione con Arearea

Helen Cerina

Ci vuole un alto livello di prodezza e virtuosismo tecnico per simulare la realtà.

Ecco l'idea: riprendere con la videocamera persone anonime in situazioni pubbliche e riprodurre i loro movimenti in altri luoghi e in teatro.

Chissà se ora ci sono due persone che stanno compiendo esattamente lo stesso gesto nello stesso momento?

Magari uno dei due sta aspettando l'autobus sotto la neve e l'altro sta parlando al telefono nel suo salotto, il loro gesto è identico ma il significato è diverso.

Ecco il risultato: la danza. Attraverso l'esaltazione dei dettagli il soggetto viene messo a fuoco e LUI/LEI NON È MAI STATO/A COSÌ VIVO/A, COSÌ UMANO/A COME LO È ORA NEI NOSTRI CORPI SU QUESTO PALCO.

15 Aprile 2016
teatro mecenate di arezzo
POMERIDIANA ore 20.00

ROBINSON RECTO/VERSO2014 / 45’ michele di stefano
compagnia mk

con Philippe Barbut, Biagio Caravano, Saverio Cavaliere, Marta Ciappina, Andrea Dionisi, Laura Scarpini coreografia Michele Di Stefano musica Lorenzo Bianchi Hoesch disegno luci Roberto Cafaggini organizzazione generale Carlotta Garlanda web Biagio Caravano produzione mk 2014, Teatro di Roma in collaborazione con Comune di Montalto di Castro e ATCL con il contributo MiBACT

compagnia mk

In questa versione "nuda" mk presenta le danze che costituiscono il cuore della performance e quindi affidando solo ai corpi la rilettura della figura creata da Defoe.

Anziché rifondare la civiltà da cui proviene, Robinson si perde nel mistero dell'isola fin quando l'incontro con l'altro lo prepara ad una totale reinvenzione di se stesso, come accade nel romanzo di Michel Tournier, Venerdì o il limbo del Pacifico.

Allo stesso modo, la coreografia è soprattutto un atto di apprendimento rispetto ad un "fuori" di cui fare incessante esperienza. La danza si definisce tale quando permette a un'altra danza di esistere nei pressi: è dunque semplicemente un linguaggio adottato per l'incontro, che mantiene sempre vivo il momento dell'incontro.



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