21 ottobre 2010
teatro Pietro Aretino / DaTo

ore 21.15
A piccole dosi
Eleonora Chiocchini
A piccole dosi - Eleonora Ciocchini | foto di Orsola Ripa

“...a me piacciono le affermazioni nere in nuvole bianche: con questo corpo, tasso nero su bianco avorio, a piccole dosi mi ci immergo sempre più “neramente” e, quando voglio, ne esco per immergermi nuovamente e in modo diverso, forse...”

È quella pennellata nera come la pece, presente in ogni essere vivente che mi interessa indagare.

A piccole dosi è una narrazione per immagini di un solo corpo, o forse tre, e delle immersioni nella “contraddizione” della convivenza di forze e dinamiche apparentemente contrastanti.

Tale contrasto non può che manifestarsi a piccole dosi come energia forte, netta, precisa, a volte cattiva, o solo determinata, misteriosa; altre volte il contrasto si nasconde o semplicemente si miscela con ciò che di calmo e respirato c’è in noi.

ore 22.00
Speak Spanish
compagnia mK
con Philippe Barbut, Biagio Caravano, e Michele Di Stefano creazione e produzione mK09 con il sostegno di MiBAC - Ministero Dei Beni Culturali / Dip. Spettacolo
SpeakSpanish compagnia mK | foto di Andrea Macchia

speak spanish colleziona un gruppo di danze locali, osservate dal tavolino di un ristorante per turisti in un luogo qualsiasi del pianeta. Ogni coreografia introduce sistemi dinamici ‘propri’, ma è anche una maniera grossolana di infierire sulle presenze corporee che li incarnano.
Una sorta di sonoro stordimento, familiare a chi si lancia nel parlare una lingua straniera per un tempo considerevole. Dinamiche binarie, folklore hawaiano e attitudini da concerto rock: si tratta di un viaggio anonimo, dal quale è bandita ogni avventura, se si eccettua il brivido della prenotazione.

Let’s dance NO put on your red shoes NO and dance the blues YES
Let’s dance NO to the song they’re playin’ on the radio NO
Let’s sway YES while colour lights up your face NO
Let’s sway YES sway through the crowd to an empty space YES
If you say run, I’ll run with you NO
If you say hide, we’ll hide YES
Because my love for you NO
Would break my heart in two NO NO
If you should fall YES
Into my arms NO
And tremble like a flower NO

11 novembre 2010
teatro Pietro Aretino / DaTo

ore 21.15
Alucinari
frammenti ossessivi di pensiero

D’aria Menichetti
di e con D’aria Menichetti voci D’aria Menichetti, Enrico Malatesta musica Iannis Xenakis, Amanda Lear, MEN
Alucinari - D'Aria Menichetti | foto di D'Aria Menichetti

Ho chiuso?...?...?...?. Chiuso. ? ...RISPONDE LA SEGRETERIA TELEFONICA...
...allora dunque... prima la luce... poi... HO chiuso? ...non lo so... testo... Chissà a cosa sta pensando... WANNA TALK,WANNA TALK ABOUT ,TALK ABOUT BODY.
                     .BODY BUILDING.
...no aspetta... io vorrei... vorrei... devo fare pipì...
Per la tua generazione, il vecchio alfabeto ora sig-nifica tutt’altra cosa...
IO LO BACIO. ORA.          È Chiuso? ...”Gi” naturalmente perché sono gelosa...
...Perché non? ...Specchio. Poi entrano tutti dalla diagonale. Buio. Luce. Sedia. No. No, no...
...“E” sei Eterosessuale...
QUI è ZERO. Zero. Zero!. Zero...???!???    
    ?    
    ZERO.ZERO.?!
...SE VOLETE POTETE LASCIARE UN MESSAGGIO DOPO IL SEGNALE ACUSTICO...

Piccolo viaggio nella terra turbolenta del pensiero.
Con le sue visioni, le sue ossessioni, i suoi desideri, i suoi incubi.
Al confine tra sogno e realtà.

ore 21.40
Ilynx_assolo in ritornello
(playing vertigo)

Simona Bertozzi
Primo episodio del progetto Homo Ludens
di e con Simona Bertozzi progetto di Simona Bertozzi, Marcello Briguglio musiche Egle Sommacal eseguite dal vivo luci Roberto Passuti
Ilynx_assolo in ritornello - Simona Bertozzi | foto di Marco Davolio

“...il giocatore si difende a tutti i costi da un universo neutro...”
Jean Baudrillard

Ilynx è il termine utilizzato da Roger Caillois per distinguere tutte le tipologie di gioco connesse ad uno stato di vertigine, vortice, estasi e smarrimento.
Giocare è ingresso nel cerimoniale, libertà all’interno delle regole.
Non sono le leggi di una narrazione riconoscibile, né quelle di un’ordinata produzione di senso, a strutturare l’universo ludico della vertigine. Ma lo spazio combinatorio e seducente delle regole su cui si fonda, e la loro continua reversibilità.
Tanto il gioco può sempre ricominciare.

Nello strapiombo temporale di Ilynx_assolo in ritornello (playing vertigo) si assiste alla recita solitaria di una figura femminile che, una strofa dopo l’altra, addossa su di sé i segni, gli oggetti e le presenze di un universo ludico al nero di china.

Realizzato nell’ambito del Progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, OperaEstate Festival Veneto, Dansateliers/ Rotterdam. Residenza creativa Gessnerallee di Zurigo e CSC Bassano Operaestate.

2 dicembre 2010
teatro Pietro Aretino / DaTo

ore 21.15
Dialogo per una zebra
Ivana Petito
di e con Ivana Petito musiche dal vivo Andrea Ruberti
Dialogo per una zebra di Ivana Petito

Si affaccia sulla scena la donna-zebra:umana, bestiale, divina.

Dialogo per una zebra è un viaggio interrotto in gola , nelle fauci roche dell’animale, è una danza spezzata, gestuale, di figure stagliate nello spazio e di un errare all’infinito. Un dialogo fra frammenti interiori, profondi respiri, brandelli di memoria, visioni di una donna-zebra colta nella sua intimità.

Un funerale quotidiano, gioco e tormento come di fenice che brucia e muore per rinascere dalle sue stesse ceneri. Inizio e fine, preghiera e mistero in un ’atmosfera senza tempo dove il riso si trasforma in pianto, ed un cielo avvolge una rovinosa caduta.

Un lavoro lentamente apparsomi in tutte le sue visioni nato dal desiderio di ricercare in solitudine.
Ivana Petito

ore 22.00
A corpo libero
Silvia Gribaudi
di e con Silvia Gribaudi disegno luci Davide Casagrande Napolin, Silvia Gribaudi elaborazione musicali Mauro Fiorin Vincitore Premio Giovane Danza d’AutoreGD’A e Premio del pubblico GD’A 2009 Aerowaves - Dance Across Europe 2010
A corpo libero - Silvia Gribaudi | foto Alvise Nicoletti

“Non c’è nulla di comico al di fuori di ciò che è propriamente umano”
Bergson, Il Riso

“La comicità viscerale, che scaturisce dalle emozioni di un personaggio, il privilegio del clown è che può permettersi di essere sincero nella sua finzione scenica”
Il clown umano di Rita Pelusio

A corpo libero nasce e si sviluppa durante il concorso GD’A Veneto 2009.
E’ un lavoro che ironizza sulla condizione femminile a partire dalla gioiosa fluidità del corpo.

ore 22.20
Stop ... and go
Valentina Sordo
di e con Valentina Sordo assistente alla regia Nicola Sordo musiche Ekkehard Ehlers, Steve Reich, Tiger Dixie Band sound explorer Fabio Ferrario costumi Ma Zhu, Kim Jiae, Barbara Ciriello Vincitore premio GD’A Lombardia 2010
Spop ... And Go - Valentina Sordo | foto Mirella de Bernardi

“Non c’è nulla di comico al di fuori di ciò che è propriamente umano”
Bergson, Il Riso

“La comicità viscerale, che scaturisce dalle emozioni di un personaggio, il privilegio del clown è che può permettersi di essere sincero nella sua finzione scenica”
Il clown umano di Rita Pelusio

A corpo libero nasce e si sviluppa durante il concorso GD’A Veneto 2009.
E’ un lavoro che ironizza sulla condizione femminile a partire dalla gioiosa fluidità del corpo.

8 gennaio 2011
teatro Comunale - Castiglion Fiorentino

ore 21.15
teatro poesia danza
E se fosse lieve
Szymborska / Gualtieri / Burroughs / Mikhail / Queneau / Joseph / Prevèrt / Dickinson / Stanesku / Carver / Neruda / Lamarque le voci di grandi poeti interpretate e danzate da

Vasco Mirandola e Enrica Salvatori
da un’idea di Vasco Mirandola coreografie Enrica Salvatori disegni e sculture Carlo Schiavon costumi Silvana Galota disegno luci Luca Diodato e lo sguardo leggero di Giorgio Rossi produzione Mirandola-Salvatori, Sosta Palmizi
E se Fosse Lieve - Mirandola-Salvatori | foto Caterina Santiello

E se fosse lieve si interroga su cosa è la poesia, di come si attacca alle cose, di come diventa aria, sangue, terra. Si ride, ci si commuove, ci si meraviglia, si intuiscono storie di altri uomini, così simili a noi da farsi innamorare.

La danza ci sogna intorno, traduce, cammina le parole.
I disegni e le sculture di Carlo Schiavon fanno di tutto per non dare troppo fastidio e chiedono in cambio solo di non essere dimenticate .

La musica c’è ma non si vede.

9 febbraio 2011
teatro Comunale - Castiglion Fiorentino

ore 21.15
L’Autre
“étape de travail”

Claudio Stellato
un progetto di Claudio Stellato in collaborazione con Martin Firket e Chiara Ribera d’Alcalà messa in scena Claudio Stellato interpreti Claudio Stellato e Martin Firket luci e suono Claudio Stellato e Martin Firket coproduzione Les Brigittines, Noorderzon Festival / Grand Theatre Groningen, TAKT-Dommelhof con il sostegno di L’L - lieu de recherche et accompagnement pour la jeune création - CECN, TechnocITé, De Pianofabriek Kunstenwerkplaatz, SACD
L'autre - Martin Firket

Un universo oscuro e misterioso in cui le scene ingannano la percezione visiva degli spettatori; si è trasportati in un mondo, dove il corpo osa al di là dei propri limiti, dove si sfidano le leggi della fisica e la dimensione spazio-temporale è completamente distorta.
Un mondo che appartiene all’Autre, dove ciò che accade davanti ai nostri occhi sembra impossibile e l’artista gioca con l’immaginazione degli spettatori.

Assistiamo a una distorsione della realtà, con oggetti che prendono vita, grazie a dei meccanismi nascosti, alterando la nostra concezione della normalità.
Questi oggetti sono talmente al di fuori del controllo razionale che diventano autonomi, si muovono indipendentemente e interagiscono col corpo in un rapporto alla pari.
In questo scenario, corpo e oggetti s’intrecciano, combattono e parlano gli uni con gli altri, alternando momenti di calma a colpi di scena inaspettati, cercando l’imperturbabilità nel caos.

Siamo immersi in un universo che segue le proprie logiche, i suoi punti di riferimento, per svelare una parte dell’umano che ci appartiene e un’altra, surreale, che ci sfugge.

ore 21.45
Denti
breve solo danzato

Piergiorgio Milano
di e con Piergiorgio Milano consulenza artistica Brune Campos, Claudio Stellato musica Georges Bizet, Enrico Caruso, e Gian Maria Testa Vincitore del premio del pubblico come miglior lavoro al festival “masdanza 2009” las palmas-spagna
Denti- Piergiorgio Milano | foto 14masdanza_robisco

La necessità di ricevere attenzione. Il bisogno di nascondersi. L’illusione di tornare indietro. La sensazione di essere bloccati. L’impressione di cadere. Il desiderio di cedere. Denti è uno scontro tra l’impossibilità di partire e il desiderio di dimenticare. È stato creato esplorando la perdita, l’assenza, la gelosia e il desiderio.
Ne è nato un personaggio naufrago dei suoi ricordi, in balia delle sue stesse emozioni, troppo sensibile per non cadere a terra e troppo impetuoso per resistere al desiderio di rialzarsi, incapace di non lasciarsi travolgere e trasformare.

Un uomo che come un dente ha un corpo di pietra sensibile; le cui radici affondano nelle gengive della memoria. Nascosto tra le pieghe di una giacca un ricordo ci ha stupito più di ciò che sapevamo già.

Denti è appena passato. Denti è ciò che rimane.
È la voce che crediamo risuonare alle nostre spalle.
È il desiderio di impedire, di ringhiare, di mordere.
Denti è una divertente tragedia.

ore 22.10
240d
Claudio Stellato
240d - Claudio Stellato

Un personaggio contraddittorio: il suo pensiero è privo di logica ma il suo movimento è organico e questo rende le sue azioni imprevedibili. La contraddizione delirante segna il filo conduttore dell’assolo, che alla fine porterà gli spettatori diritti nel mondo reale.

5 marzo 2011
teatro Comunale - Castiglion Fiorentino

ore 21.15
Il Compito
titolo provvisorio

Aldo Rendina
di e con Aldo Rendina accompagnamento Federica Tardito disegno luci Lucia Manghi organizzazione Caterina Lucia Cugnasco coproduzioni e sostegni Associazione Sosta Palmizi, Arti Vive Habitat, Festival Interplay, Regione Piemonte, Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte, Associazione Kado
Il Compito - Aldo Rendina | foto Andrea Macchia

Fuga respiro, affanno, resistere continuare continuare
Prendere Agire Lasciare
Pace Pace spirito turbato
Prendo la coperta, piego la coperta
Apro il cancello, chiudo il cancello
Misero soldato dall’ immenso compito
Titubo come madre, come fratello
Entra il re
Concreto Astratto Combatto
Muoio e poi, faccio tutto quello che avrei voluto fare da vivo

ore 22.00
La Fabbrica
Roberto Castello
di e con Roberto Castello collaborazione musicale Letizia Renzini e Stefano Giannotti video ALDES / Alessandra Moretti produzione ALDES con il sostegno di MiBAC – Ministero Dei Beni Culturali / Dip. Spettacolo, Sistema Regionale dello Spettacolo / Regione Toscana
LA FABBRICA - Roberto Castello | foto Emanuela Giurano

Dopo dieci anni dal suo ultimo assolo, Roberto Castello porta in scena la sua riflessione su quasi un trentennio d’attività in ambito artistico.

La Fabbrica è un giocoso delirio che si struttura secondo una drammaturgia assimilabile al “flusso di coscienza” in cui la componente coreografica ricopre un ruolo molto importante.

In questo lavoro, più “dialogo per voce sola” che “solo”, l’autore, attraverso associazioni spontanee di elementi casuali, offre configurazioni emblematiche alla nostra ricerca del senso.