SULLa Felicità (2014)

ideazione e direzione artistica Giorgio Rossi
autori e interpreti Mariella Celia, Eleonora Chicchini, Olimpia Fortuni, Gennaro lauro, Silvia Mai, Francesco Manenti, Daria Menichetti, Fabio Pagano, Sveva Scognamiglio, Valerio Sirna, Cinzia Sità, Cecilia Ventriglia

“E noi che pensiamo la felicità
come un’ascesa, ne avremmo l’emozione
quasi sconcertante
di vedere che cosa c’è felice cade”

R. M. Rilke “Elegie Duinesi”

PHAINOMAI [ϕαίνομαι] dal greco antico “io appaio, mi mostro”. Genericamente in filosofia indica “ciò che appare, che quindi può non corrispondere all’oggettività e che si manifesta ed è conoscibile tramite i sensi”. Da sempre l’uomo utilizza immagini per comunicare. Prima ancora di sviluppare un linguaggio verbale ha dipinto, adornato e tatuato il proprio corpo per identificare un ruolo, un’intenzione, un contenuto.
Ognuno di noi, infatti, prima ancora di comunicare con la parola si mostra, appare.

La nostra condizione di esseri umani ci porta alla spasmodica ricerca della felicità. Siamo colti continuamente dal desiderio di esserci, da una volontà di partecipare ad un ordine più ampio. L’aspirazione, la contraddittorietà dell’uomo e la sua volubilità lo distinguono dal regno animale, lo spingono a confrontarsi costantemente con i propri limiti.

Considerando la felicità come uno stato d’animo, che può scaturire dal sentire la vita istante per istante, in una dimensione corporea consensuale, possiamo riconoscere la mistificazione delle logiche di mercato, legato al consumo e al possesso, che relegano la felicità a una dimensione virtuale e fittizia.

In questo periodo di studio sulla felicità sono emerse due istanze essenziali: condividere e accettare i nostri limiti con ironia. Semplicemente danzare, creando la possibilità di dare a sé stessi e agli altri qualcosa che si avvicini alla felicità, pur non avendo la pretesa di darne una rappresentazione esaustiva.
Associazione Sosta Palmizi e ArtistiAssociati

“Guardo il mare correre fuori da questo finestrino
il sole in stop-motion, le nuvole in cammino
quello che sembra lontano spesso è molto vicino
siamo noi gli unici artefici del nostro destino (…)
Svuoto la mia mente nel respiro delle cose
metto la testa fuori, voglio sentire il vento
Tu credi davvero che questa sia la felicità?
io ci credo e sono serio nella mia semplicità (…)”

Olimpia e Matteo Fortuni

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