A.Paz (2005)

regia Giorgio Rossi
con Giorgio Rossi e Vasco Mirandola
e Elisa Canessa‚ Piera gianotti‚ Francesco Manenti‚ Emanuel Rosenberg‚ Cecilia Ventriglia
musiche Mirio Cosottini
produzione sosta palmizi

In un sentito omaggio ad Andrea Pazienza‚ Giorgio Rossi‚ fondatore di Sosta Palmizi e i suoi danzatori interpretano le note di Mirio Cosottini e le parole lette e interpretate da Vasco Mirandola.

Andrea Pazienza è stato l’indiscusso caposcuola del nuovo fumetto italiano. Ha lavorato in tutti i campi del disegno e dell’illustrazione‚ ha scritto saggi e poesie. Considerato uno dei più autentici narratori del nostro tempo‚ è riuscito a rappresentare con le sue opere di ”letteratura disegnata” il destino‚ le astrazioni‚ la follia‚ la genialità‚ la disperazione di un’intera generazione.

Il lavoro di Giorgio Rossi e Fabio de Luigi è quello di percorrere la vita del più discusso fumettista italiano attraverso i suoi scritti poetici a tratti crudi‚ ma sempre nella leggerezza e nell’originalità che gli era propria. Due uomini come due facce di un solo ingegno‚ un corpo‚ una voce ed un fondale‚ anche quello dipinto da Andrea.
Due ironie‚ due comicità e un solo ricordo… quello di un amico e di un genio. A.Paz.

Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza‚ ho ventiquattr’anni‚ sono alto un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili. Sono nato a San Benedetto del Tronto‚ mio padre è pugliese‚ ho un fratello e una sorella di ventidue e quindici anni. Disegno da quando avevo diciotto mesi‚ so disegnare qualsiasi cosa in qualsiasi modo. Da undici anni vivo solo. Ho fatto il liceo artistico‚ una decina di personali‚ e nel ’74 sono divenuto socio di una galleria d’arte a Pescara: “Convergenze”‚ centro d’incontro e di informazione‚ laboratorio comune d’arte. Sempre nel ’74 sono sul Bolaffi. Dal ’75 vivo a Bologna. Sono stato tesserato dal ’71 al ’73 ai marxisti–leninisti. Sono miope‚ ho un leggero strabismo‚ qualche molare cariato e mai curato. Fumo pochissimo. Mi rado ogni tre giorni‚ mi lavo spessissimo i capelli e d’inverno porto sempre i guanti.

Ho la patente da sei anni ma non ho la macchina. Quando mi serve‚ uso quella di mia madre‚ una Renault 5 verde. Dal ’76 pubblico su alcune riviste. Disegno poco e controvoglia. Sono comproprietario del mensile “Frigidaire”. Mio padre‚ anche lui svogliatissimo‚ è il più notevole acquarellista ch’io conosca. Io sono il più bravo disegnatore vivente. Amo gli animali‚ ma non sopporto di accudirli. Morirò il sei gennaio 1984.

Ciao mamma ciao papà
sono tornato per sempre
ho finito di scherzare
di drogarmi di frequentare brutta gente
sono qui per restare
per mangiare con voi
per chiedervi i soldi del cinema
per essere svegliato ogni mattina
perché voi mi compriate i vestiti che volete
con le camice stirate
le camice!
Voglio la mi stanzetta
e farmi degli amichetti nuovi
e venire al mare con voi
ma solo se son buono!

… Vi ricordate?
Era estate‚ eravamo
in campagna e mi mettevate gli orecchini
di ciliegia…

Ma io sono la mitica anatra migrante‚
sono ancora una volta perpetuo moto
sono la brocca sognante‚
desiderio di vuoto.
E se le mie arroganti parole d’un tempo‚
son finite segnalibro d’un volume dimenticato
pure ti chiedo ara il mio campo
a scoprirlo.