Non facciamone una tragedia

Non facciamone una tragedia (2008)

interpretazione e coreografie Elisa Canessa‚ Federico Dimitri‚ Elisabetta di Terlizzi‚ Piera Gianotti‚ Francesco Manenti‚ Emanuel Rosenberg
disegno luci Marco Oliani
produzione Sosta Palmizi
coproduzione Il Grattacielo – Livorno‚ La Corte Ospitale – Rubiera‚ Azienda Idroelettrica EWZ – Svizzera

“Guardando all’interno della nostra società‚ scopriamo di far parte di una generazione dal gene tragico.”

Scegliendo la parola “tragedia”‚ la compagnia Brockenhaus‚ decide di dare forma e vita a questo fenomeno che ci segue dalla nostra nascita‚ mettendo in scena uno spettacolo che porta in grembo la tragedia antica‚ ma agli occhi dello spettatore può presentarsi sottoforma di quotidiano atto tragico–comico. Un atto unico di sopravivenza nella⁄alla tragedia. I momenti di insicurezza li misuriamo sulla vita degli altri‚ li viviamo possibilmente in terza persona. Facciamo soffrire gli altri per capire meglio noi stessi‚ siamo esperti nel raccontare ed osservare le tragedie altrui‚ entrando nei minimi particolari‚ ma giriamo le spalle quando ci sentiamo chiamati a reagire. Non è la nostra tragedia‚ quindi non facciamone una tragedia.

Non condannateci alla giovinezza eterna “…Certo i valori non si inventano e se quelli vecchi non vanno più non possiamo che aspettare‚ anche senza essere reazionari o conservatori‚ cioè senza ritornare a vecchie pratiche o ad osservare quelle scadute; tuttavia almeno il valore della vita‚ con tutto quello che questo comporta‚ va salvaguardato‚ e dico ”della vita” cominciando da quella biologica‚ fatta di infanzia‚ adolescenza‚ gioventù‚ maturità‚ vecchiaia e morte. Tra tutti i nostri peccati‚ il più grave è quello di avervi tolto la voglia di lottare‚ di unirvi…”
Giorgio Bonomi, rivista Perimmagine

Il progetto nasce dal desiderio di creare assieme un nuovo gruppo di “teatro del movimento.” Gli interpreti si sono formati e diplomati nel mondo della danza‚ del teatro e del circo‚ hanno lavorato e lavorano tuttora con diverse compagnie di teatro e di danza italiane‚ tra le quali la Sosta Palmizi‚ oltre ad essere autori e interpreti di lavori personali (Progetto Agatharandagio‚ E. di Terlizzi e Compagnia Klupper). Si sono incontrati grazie alla loro comune passione per il lavoro sul corpo e attraverso la regista Teresa Ludovico e il coreografo Giorgio Rossi. Nel loro percorso del teatro fisico si sono infatti avvicinati alla Sosta Palmizi‚ partecipando prima alle produzioni di G. Rossi e quindi seguiti e sostenuti dall’associazione nella creazione dei loro primi lavori coreografici (30º60º90º‚ TREDICINO). Da questo viaggio insieme scaturisce anche la volontà di proporre nell’ambito dei progetti Sosta Palmizi la loro nuova produzione.

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